Il mondo della politica: «È stata una cacciata»
Reguzzoni soddisfatto, ma Buscemi (Forza Italia)sottolinea le qualità del successore
Un cambio naturale? Uno spostamento nell’ambito di un valzer di nomine più ampio? Non proprio; l’addio di Roberto Rotasperti dalla guida dell’ospedale di Varese viene letto come una rottura traumatica, dettata da più fattori. Così il mondo della politica provinciale interpreta l’annuncio dato questo pomeriggio dal manager che da tre anni è al timone dell’azienda di via Tamagno. Il cambio che avviene quando il cantiere del nuovo ospedale è in dirittura d’arrivo, quando le frizioni tra Rotasperti e l’ambiente universitario sono all’ordine del giorno, quando le proteste per i tempi d’attesa al pronto soccorso sono continue: tutti indizi che fanno ritenere non del tutto indolore lo “strappo”.
«Salutiamo positivamente il cambio al vertice dell’ospedale – dice Marco Reguzzoni, leghista e presidente della Provincia, che non aveva mai nascosto critiche alla gestione Rotasperti – era una promessa fatta tempo fa da Formigoni e che solo adesso arriva a compimento: il management del nosocomio andava rinnovato, i problemi sul tappeto erano lì a dimostrarlo».
Non crede al termine naturale del mandato di Rotasperti nemmeno Stefano Tosi, consigliere regionale dei Ds: «Fino a poche settimane fa l’argomento non era minimamente all’ordine del giorno – afferma – dunque mi pare un cambio del tutto politico, figlio delle polemiche che si sono trascinate per mesi all’interno del centrodestra. Un giudizio sull’operato del dirigente? Sicuramente ha governato l’ospedale in un momento difficile, come la transizione dalla vecchia alla nuova struttura ma non è stato supportato adeguatamente dalla Regione. La diminuzione dei finanziamenti necessari per l’acquisto delle nuove apparecchiature ne è la controprova».
Sceglie invece un profilo più diplomatico Massimo Buscemi, assessore regionale alla protezione civile ma anche “big” di Forza Italia nel Varesotto: «Il cambio al vertice dell’ospedale di Varese fa parte di un giro di nomine che coinvolge anche altre province lombarde. Brindo soprattutto all’arrivo di un manager capace come Carlo Pampari, che saprà governare la nuova fase a cui va incontro l’ospedale. Non credo che quella di Rotasperti sia una cacciata, va a dirigere gli ospedali della Valtellina che si trovano in una fase gestionale delicata. Poi può anche darsi che alcuni ambienti ospedalieri, in particolare quelli universitari, in questo momento stiano festeggiando».
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