Sei mesi di diagnosi errata ed Alessandro vive con due placche nel collo

Lettera di un padre amareggiato dal comportamento dei medici a cui si era rivolto per curare il figlio

"Vi racconto una storia:mi chiamo Alessandro e sono un bambino di 9 anni, fino a marzo ero un bimbo pieno di vita , sempre allegro e vivace, le mie gambine sgambettavano continuamente e i miei genitori dicevano sempre che ero tranquillo solo quando dormivo". Così inizia una lunga lettera, un racconto che ripercorre le dolorose vicende di una disavventura sanitaria. A scrivere è il padre di Alessandro che chiede di far conoscere il calvario di suo figlio per suscitare qualche reazione nel mondo sanitario, e, soprattutto, per evitare che determinati errori si ripetano:

"Ma un brutto giorno – prosegue la lettera – cominciai a sentire un dolore al collo che mi infastidiva soprattutto alla sera. I miei genitori dopo qualche giorno mi portarono dalla pediatra che pensò trattarsi di un banale torcicollo e indicò loro il nome di un "ottimo" ortopedico per un opportuno controllo.  I genitori ascoltarono il consiglio e così fecero.
L’ortopedico ritenne che si trattava di una banale contrattura, prescrisse un ciclo di laserterapia e 2 radiografie da far vedere dopo la cura indicata. Naturalmente io continuavo ad avere dolori a fasi alterne e la mamma in più occasioni fece notare la questione alla pediatra senza peraltro ottenere nuove indicazioni.
Passarono quindi 3 mesi dall’inizio dei dolori e un giorno improvvisamente ebbi un fortissimo dolore ad una spalla, il papa’ mi portò in urgenza dalla pediatra di turno che già mi conosceva e, dopo un’attenta visita, ritenne di non poter capire la natura del dolore e rimandò mamma e papà alla visita dall’ortopedico che era in programma pochi giorni dopo.
Obbedienti e fiduciosi ancora una volta i miei genitori aspettarono con ansia la nuova visita durante la quale finalmente l’ortopedico ritenne che ero peggiorato e che pertanto occorreva fare qualche ulteriore approfondimento. Pensò quindi di contattare personalmente l’ospedale richiedendo un day-hospital IN URGENZA per una risonanza magnetica.
Passarono così altri 3 giorni senza che il medico si interessasse se l’ospedale avesse o meno organizzato quanto richiesto (l’ospedale avvisò i miei genitori che non era possibile eseguire l’esame a causa di un guasto all’apparecchiatura), ma papà chiese con forza a piu’ riprese che si effettuasse l’esame subito date le mie condizioni; solamente dopo aver telefonato piu’ volte alla pediatra venne organizzata la risonanza magnetica.
Non appena venne eseguito l’esame i tecnici radiologici chiesero il mio ricovero immediato per CROLLO VERTEBRALE della terza vertebra cervicale con applicazione immediata di collare per evidenti elevati rischi di danni irreparabili ! (vedi tetraplegia).
…………
Pur nella mia sfortuna pero’ ho un papa’ che non si diede per vinto …….. cercò pertanto per mari e monti nuovi medici e ospedali e alla fine incontò un GRANDE CHIRURGO ORTOPEDICO a Cremona che con molta franchezza parlò della mie reali condizioni e delle possibilità concrete di un’azione immediata che finalmente potesse risolvere la situazione.
Oggi, pur non essendo ancora guarito completamente sono pero’ sulla buona strada e piano piano sto ricominciando a vivere e a divertirmi come prima con l’aiuto del mio nuovo amico che mi ha salvato e a cui saro’ grato per tutta la mia vita!

Nota importante: i medici che mi hanno curato a Varese, dopo avermi effettuato una TAC di controllo il giorno 8/09/05 non si sono piu’ fatti sentire."

Nel collo di Alessandro ora ci sono due placche tra la seconda e la quarta vertebra cervicale, perchè non ha più la terza vertebra e la seconda è gravemente danneggiata da sei mesi di mancato intervento. Il medico di Cremona a cui Alessandro e genitori si sono affidati con successo è il
primario di Ortopedia dell’Ospedale di Cremona: Dott. Alessandro Luzzati.
Malasanità? Incapacità? Ieri il nuovo direttivo dell’Ordine dei Medici ha richiamato la "perfettibilità" della scienza medica, che non è esatta e non cura ma aiuta a stare meglio. Ma nemmeno questo è il caso di Alessandro.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Dicembre 2005
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