“No ai nuovi lager”
Il 15 gennaio un'assemblea pubblica al Centro sociale Kinesis di via Carducci contro i Centri di permanenza temporanea e in solidarietà con i migranti e gli attivisti arrestati
"Diciamo no ai Centri di permanenza temporanea, alle espulsioni e alla repressione contro i migranti e gli attivisti che si oppongono ai moderni lager". Sono queste le parole d’ordine dell’assemblea pubblica convocata al Centro sociale Kinesis di Tradate (in via Carducci 3) per domenica 15 gennaio, alle 17.
L’iniziativa è stata organizzata per discutere un tema tragicamente attuale come quello dell’immigrazione e dell’accoglienza agli immigrati, ma anche per sostenere gli attivisti del movimento arrestati a Lecce nel maggio del 2005 perché protestavano proprio contro il trattamento riservato ai cittadini extracomunitari nei Cpt, che il 19 gennaio andranno a processo con la pesante accusa di associazione sovversiva.
"Nei Centri di permanenza temporanea finisce rinchiuso chi, provenendo dalla parte sbagliata del mondo, si trova sprovvisto dei giusti lasciapassare – spiegano i promotori dell’iniziativa – All’interno di questi campi di concentramento rimangono in attesa di rimpatrio coatto, subendo nel frattempo ogni sorta di umiliazione, obbligati a mangiare cibo pessimo e contrario alla loro religione e, a piacere dei carcerieri, addizionato di pesanti sedativi, completamente in balia di divieti e imposizioni formulate in una lingua che spesso non capiscono e, per chi tenta di ribellarsi, è pronta la prigione, con la prospettiva di una veloce condanna e successiva deportazione. E’ del tutto evidente che di loro c’è bisogno solo come manodopera a bassissimo costo ottenuta con il ricatto dell’espulsione e che, quando non servono più, deve essere facile sbarazzarsene. Ora, è da cinquant’anni che sentiamo rimbalzare la domanda: “Come potevano non sapere dell’esistenza dei lager nazisti?". Ecco, noi sappiamo e non possiamo fingere di non vedere che trattamento viene riservato a chi si sposta dalle proprie terre d’origine per sfuggire a persecuzioni e morte, perchè attirato dalle lucciole del benessere dei paesi occidentali o anche solo per desiderio di muoversi liberamente".
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