Se non piove mezza provincia a secco
Acquedotti in sofferenza e carenza idrica mettono a dura prova i bacini. La neve non basta: si spera nelle precipitazioni, che tarderanno però ad arrivare
“Continua la siccità”. Si chiude con una laconica ma reale considerazione la settimana dal punto di vista meteorologico. La frase compare su bollettino meteo del Centro Geofisico Prealpino, e riguarda la giornata di domenica 22. Almeno fino a quel giorno, infatti, non pioverà. E le conseguenze si stanno facendo sentire non solo per l’addensarsi degli inquinanti al suolo, i cui livelli sono e restano alti e che hanno prodotto il blocco del traffico nel centro di Varese per la giornata di giovedì.
Il rischio principale, che già in diversi paesi potrebbe tradursi in disagi per la cittadinanza, è dettato dalla penuria d’acqua. Secondo Aspem, la municipalizzata varesina che si occupa di erogare l’acqua in diversi paesi della provincia, la situazione è al limite: mancano dai livelli 60 centimetri d’acqua rispetto alla media dell’anno scorso, già da ricordarsi negli annali come i 12 mesi tra i più secchi del secolo. Per il momento nessun paese è rimasto a secco del tutto, ma in diversi casi si è sfiorato il razionamento, come avvenuto nei giorni scorsi in Valcuvia, a Orino, ma anche a Gavirate, dove il sindaco ha fatto sapere che se la situazione non dovesse migliorare è possibile arrivare alla sospensione notturna dell’erogazione idrica. Il provvedimento drastico vige da oltre tre mesi a Gemonio (nella vignetta), dove l’erogazione della potabile è sospesa tra le 23,15 e le 5,30. A Maccagno i bacini idrici sono a un quinto della portata. La pressione dell’acqua è comunque diminuita e se ne sono accorte le famiglie che vivono ai piani alti dei condomini. La situazione sembra essere sotto controllo ma certamente in sofferenza anche per la Sogeiva, che si occupa dei servizi idrici di alcuni paesi, vedi Gerenzano, Tradate, Clivio, Saltrio, Viggiù e di altri centri della provincia che usufruiscono di pozzi facenti parte dell’acquedotto provinciale. In questo caso la situazione più a rischio è quella di Barza, frazione di Ispra, dove i livelli della falda sono al minimo.
Si attende la pioggia, quindi, magari di lieve intensità e capace di entrare in profondità nel terreno: a preoccupare, come già rilevato nei giorni scorsi, sono anche i livelli di fiumi e laghi, oramai visibilmente in magra.
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