Week-end a teatro con l’operetta
Sabato 21 e domenica 22 gennaio al Giuditta Pasta due appuntamenti con la compagnia di Corrado Abbati
Sabato 21 gennaio alle ore 21,00 e domenica 22 gennaio alle ore 15,30, al teatro Giuditta Pasta di Saronno, torna l’operetta con due spettacoli di sicuro richiamo per gli appassionati del genere.
Il primo appuntamento, sabato sera, è con un classico, "Il paese dei campanelli" di Carlo Lombardo, per la regia di Corrado Abbati.
In una immaginaria isola olandese esiste il Paese dei Campanelli dove sopra ad ogni casa c’è un piccolo campanile che custodisce un campanello. Secondo la leggenda, questi campanelli suonano ogni volta che una donna tradisce il marito. Ma non è mai accaduto perché nel paese regna da tempo la tranquillità. A seminare il disordine, arriva una nave di militari, costretta all’attracco da un’avaria. Gli uomini scendono a terra e subito incominciano a corteggiare le graziose donne del paese e, com’è facile prevedere, accade l’inevitabile: il comandante Hans fa suonare i campanelli con Nela, Tom con la bella Bombon ed il buffo La Gaffe, per un imperdonabile errore, con Pomerania, la donna più brutta del paese. Ma La Gaffe, il cui nome dice tutto delle sue caratteristiche, continua a fare "gaffe". La prima è rivelare a Nela che Hans è già sposato. La seconda, e decisiva, è quella di fare arrivare in paese, per un malaccorto scambio di telegrammi, tutte le mogli dei cadetti. E la storia si ripete, ma questa volta a fare suonare i campanelli saranno le mogli dei marinai con i pescatori mariti di Nela, Bombon e Pomerania.
In una immaginaria isola olandese esiste il Paese dei Campanelli dove sopra ad ogni casa c’è un piccolo campanile che custodisce un campanello. Secondo la leggenda, questi campanelli suonano ogni volta che una donna tradisce il marito. Ma non è mai accaduto perché nel paese regna da tempo la tranquillità. A seminare il disordine, arriva una nave di militari, costretta all’attracco da un’avaria. Gli uomini scendono a terra e subito incominciano a corteggiare le graziose donne del paese e, com’è facile prevedere, accade l’inevitabile: il comandante Hans fa suonare i campanelli con Nela, Tom con la bella Bombon ed il buffo La Gaffe, per un imperdonabile errore, con Pomerania, la donna più brutta del paese. Ma La Gaffe, il cui nome dice tutto delle sue caratteristiche, continua a fare "gaffe". La prima è rivelare a Nela che Hans è già sposato. La seconda, e decisiva, è quella di fare arrivare in paese, per un malaccorto scambio di telegrammi, tutte le mogli dei cadetti. E la storia si ripete, ma questa volta a fare suonare i campanelli saranno le mogli dei marinai con i pescatori mariti di Nela, Bombon e Pomerania.
L’appuntamento pomeridiano di domenica è invece con "Il Conte di Lussemburgo" di Willner e Bodansky sulle musiche di Franz Lehár e la regia di Corrado Abbati
Se cercate un’operetta che stia sul piano della Vedova Allegra con uno spartito di irrompente spontaneità ed un testo dalla godibile vivacità, ebbene questa è Il Conte di Lussemburgo.
Questo lavoro impegnò Lehár alla fine del 1909 in una scrittura di getto, felicemente forzata da una scadenza contrattuale. La rapidissima composizione di questo lavoro lo costrinse in un gesto creativo prorompente e perfetto tanto che, anni dopo, si dirà che questo Conte resterà giovane per sempre. E’ questa, fra le operette di Lehár, la più ricca di melodie sulle quali spicca e domina l’effusione sentimentale tutta viennese del gran valzer “Sei tu felicità, passata a me vicin”, piacevole connubio fra Parigi e Vienna: la Parigi dell’azione, la Vienna dell’ispirazione.
L’azione irrompe infatti nel cuore di una Parigi di inizio secolo in cui il disordine del carnevale si fonde con l’intensa poeticità del quartiere di Montmartre con i suoi pittori, sui quali incombe l’immaginario dell’impressionismo, e le fresche povertà bohémien di graziose modelle a cui si contrappongono il lusso e le estasi, il danaro e i salotti delle atmosfere nobiliari.
Una ricca varietà di suggestioni a cui Corrado Abbati ha guardato con attenzione per “ricostruire” in questo allestimento, la frizzante vivacità tipica dello spirito parigino ricreata grazie a raffinate scene d’assieme ed a brillanti spunti gioiosi ricondotti ad un ritmo serrato e sposati a grandi quadri coreografici ricchi sia di sinuose atmosfere bohémien che di voluttuose e sfavillanti toilettes.
Se cercate un’operetta che stia sul piano della Vedova Allegra con uno spartito di irrompente spontaneità ed un testo dalla godibile vivacità, ebbene questa è Il Conte di Lussemburgo.
Questo lavoro impegnò Lehár alla fine del 1909 in una scrittura di getto, felicemente forzata da una scadenza contrattuale. La rapidissima composizione di questo lavoro lo costrinse in un gesto creativo prorompente e perfetto tanto che, anni dopo, si dirà che questo Conte resterà giovane per sempre. E’ questa, fra le operette di Lehár, la più ricca di melodie sulle quali spicca e domina l’effusione sentimentale tutta viennese del gran valzer “Sei tu felicità, passata a me vicin”, piacevole connubio fra Parigi e Vienna: la Parigi dell’azione, la Vienna dell’ispirazione.
L’azione irrompe infatti nel cuore di una Parigi di inizio secolo in cui il disordine del carnevale si fonde con l’intensa poeticità del quartiere di Montmartre con i suoi pittori, sui quali incombe l’immaginario dell’impressionismo, e le fresche povertà bohémien di graziose modelle a cui si contrappongono il lusso e le estasi, il danaro e i salotti delle atmosfere nobiliari.
Una ricca varietà di suggestioni a cui Corrado Abbati ha guardato con attenzione per “ricostruire” in questo allestimento, la frizzante vivacità tipica dello spirito parigino ricreata grazie a raffinate scene d’assieme ed a brillanti spunti gioiosi ricondotti ad un ritmo serrato e sposati a grandi quadri coreografici ricchi sia di sinuose atmosfere bohémien che di voluttuose e sfavillanti toilettes.
Ingresso con biglietto: intero euro 19,00/Ridotto euro 17,00
Abbonamento a 2 operette euro 30,00
(Il Conte di Lussemburgo 22 gennaio 2006 + Cin ci la 2 aprile 2006)
Per informazioni telefonare al numero 02.96701990 o sul sito www.teatrogiudittapasta.it
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