Sulla scelta dei “grandi elettori”, An minaccia la crisi
Per l'elezione del Capo dello Stato, salta la nomina di Viviana Beccalossi. La Russa minaccia di allargare la crisi alle amministrative
Nella seduta del Consiglio regionale di ieri giovedì 20 aprile, la nomina dei “grandi elettori” della Regione Lombardia rischia di mandare in crisi la Giunta Regionale. A Roma infatti per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica dovranno andare, oltre al membro della minoranza del centro sinistra, il segretario dei Ds (Democratici di Sinistra) Luciano Pizzetti, due membri della maggioranza. In lizza, c’erano per Forza Italia il presidente della regione Roberto Formigoni e Giancerlo Abelli, per la Lega Stefano Galli e per Alleanza Nazionale la vicepresidente di giunta Viviana Becalossi. Chiaramente, per il centro destra i candidati risultano troppi: per le elezioni che devono avvenire con voto segreto, è chiaro che si seguirà il criterio della rappresentatività, che premia quindi la Lega forte di più voti rispetto ad An. Il partito di Fini chiede quindi la sospensione e una riunione dei capigruppo, ma Fi e Lega non accettano e si va al voto. A questo punto però An esce dall’aula e fino a nuovo termine i suoi rappresentanti non si presenteranno né in giunta, né in aula, né alle commissioni.
Il consiglio quindi, elegge Abelli con 35 voti, Galli con 29 e Pizzetti con 25.
Duri i commenti di Beccalossi – che ha ottenuto 2 voti -, che si dimostra contraria sia alla scelta di Galli, condannato per vilipendio alla bandiera, che per l’assenza alla seduta di Formigoni, per il Pirellone ufficialmente impegnato a Roma.
A questo punto, si attende anche il parere di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, anche se le reazioni a livello regionale non si sono fatte attendere. In mattinata il coordinatore regionale Ignazio La Russa, in un’intervista pubblicata sul Giornale.it ha dichiarato "di essere pronto di allargare il fronte anche al Comune di Milano oltre che alle altre città lombarde in cui si vota per il sindaco".
Dai vertici provinciali di An per il momento le bocche restano cucite: come anticipato sono in corso riunioni per decidere quale linea adottare in merito alle amministrative.
Se fino a ieri, infatti, la posizione di An è stata la più morbida fra le forze della Cdl in merito alla candidatura Fontana, le frizioni nate al Pirellone con gli alleati potrebbero scaturire in un ulteriore intoppo per arrivare ad una candidatura condivisa tra le forze del Polo, già mutilato dall’accordo Udc-Fassa per Varese.
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