Bilancio di genere ed iniziative concrete, le proposte delle donne del Prc
Questa mattina si è tenuto un forum coordinato dalle candidate Eli Guadagnino (Varese) e Cinzia Colombo (Gallarate)
Il Forum delle donne di Rifondazione comunista si è riunito questa mattina a Varese ed ha messo a fuoco alcune priorità in vista delle elezioni amministrative. Le donne possono e devono dire molto, pre un futuro più civile e vivibile della città: questa in estrema sintesi la motivazione a base dell’incontro.
A presentare le richieste delle donne del Prc sono state Eli Guadagnino e Cinzia Colombo, candidate al Consiglio comuale di Varese e Gallarate rispettivamente. «Quello che ci si aspetta dalla politica é una discontinuità – affermano – non tanto politiche specifiche per le donne, che rischiano di riprodurne la subalternità, ma l’assunzione di un punto di vista sul rapporto tra i generi, che metta in discussione quello che ancora oggi in Italia è considerato ovvio: che le donne siano le uniche responsabili di casa, figli, anziani. Quello che ci si aspetta dalla politica é che esca dal solo orizzonte che ha finora scelto, un sostegno alla conciliazione tra lavoro di cura e lavoro professionale. E’ questa una logica che cancella le donne come persone e che perpetua un modello di famiglia immobile e chiusa, che riassume in sé compiti che stanno invece sì nella condivisione privata di uomini e donne, ma soprattutto nella responsabilità pubblica intesa come servizi tesi a migliorare la vita di tutti». Non basta dunque una politica che corre il rischio di ridurre il tema del rapporto tra uomini e donne semplicemente ad una più equa rappresentanza, o ad azioni positive che funzionano da alibi senza cambiare effettivamente le concezioni tradizionali del maschile e del femminile. La discontinuità politica si possa misurare su alcune scelte insieme concrete e simboliche.
Le donne di Rifondazione comunista avanzano quindi proposte concrete, come ad esempio il "bilancio di genere". Si tratta di un bilancio che integra il bilancio sociale e considera l’impatto sulle cittadine e sui cittadini delle politiche e delle azioni del Comune, partendo dal presupposto che esse non siano neutre. Assumere una valutazione degli effetti – sugli uomini e sulle donne – delle politiche di bilancio può infatti contribuire a promuovere una maggiore equità nella distribuzione delle risorse, oltre che a permettere di operare con maggiore efficienza e trasparenza.
«Il bilancio di genere – continuano Colombo e Guadagnino – è lo strumento che consente di allocare la spesa pubblica secondo criteri di promozione delle pari opportunità uomo-donna e di realizzare l’integrazione della prospettiva di genere nelle politiche e nella programmazione di bilancio, in condizioni di trasparenza. Sono processi che, in quanto mirati a realizzare l’effettiva distribuzione delle spese e delle entrate fra uomini e donne, attraverso la pianificazione e la valutazione delle modalità di attenzione e risposta ai bisogni della popolazione di entrambi i generi, conferiscono ai bilanci pubblici maggior equilibrio e chiarezza, nell’identificazione dei destinatari. Il bilancio di genere consiste nella lettura di genere del bilancio dell’ente pubblico, classificandolo per aree sensibili al genere e verificando l’effetto della politica economica di un ente pubblico su uomini e donne. In base a questa prospettiva, nessuna decisione di politica economica si può definire neutrale rispetto al genere: ciò deriva dal fatto che donne e uomini hanno bisogni diversi e occupano ruoli diversi all’interno del sistema economico; le donne, per esempio, oltre ad essere impiegate nell’ambito dell’economia retribuita, dedicano buona parte del proprio tempo ad attività (produzione di beni e servizi per la famiglia, lavoro di cura) che rientrano nell’ambito dell’economia non retribuita. Si tratta quindi di valutare attentamente l’interazione fra i due sottosistemi (economia retribuita/non retribuita) nel momento in cui si prendono decisioni di politica economica.
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