Fiorisce la Margherita Civica
Presentato il lato indipendente della lista della margherita: «un contenitore aperto, democratico e libero da cappe ideologiche».
Non è l’ennesima formazione che si presenta alle amministrative varesine, ma il valore aggiunto di una lista già ben nota agli elettori: la Margherita Civica che è stata presentata oggi non è che il pool di candidati indipendenti – ben 22 – che arricchiscono la rosa dei 40 rappresentanti della Margherita.
E che ha visto tre di loro rappresentare la filosofia declinata dalla Margherita a queste consultazioni che vuole presentarsi come «un soggetto politico aperto ad evoluzione, un contenitore aperto, democratico e libero da cappe ideologiche».
E di simboli di questa Margherita Civica, fatta di cittadini che hanno dato la loro disponibilità a spendersi per la loro città “non solo per il periodo elettorale” ne sono stati scelti tre: Yapo Yapi, Michele Bottini e Alessandro Talamona.
«Si tratta di tre esperienze umane e politiche differenti: Michele Bottini è un attore, rappresenta il mondo della cultura che ha un’esigenza di presenza a Varese e ha trascorsi politici diversi (ha militato nella Fgci) – spiega Roberto Molinari, segretario cittadino dell amargherita – Alessandro Talamona invece rappresenta la cultura laico socialista che in qualche modo ha rifiutato l’abbraccio con la Rosa nel pugno perché crede nell’incontro di culture vicine e simili per costruire il partito democratico. Yapo Yapi è un concittadino nato in Costa d’Avorio, legato a Anolf Cisl e rappresenta il cittadino varesino di domani».
Tra tutte è stata la candidatura di Yapi, da trent’anni in Italia e cittadino varesino a tutti gli effetti, a colpire fin da subito di più i media: «Ma mi raccomando, non la si consideri come una candidatura “esotica” – si preoccupa Alessandro Alfieri, capolista della Margherita varesina – noi da tempo stiamo lavorando per un progetto di estensione del voto cittadino, perché siamo convinti del fatto che non si debba parlare più di integrazione ma di partecipazione. E per questo abbiamo chiesto ai rappresentanti degli immigrati, in particolare l’associazione anolf-cisl di fare emergere una candidatura che facesse da simbolo finale di un progetto. E questa candidatura era Yapo Yapi».
Ma va segnalata anche quella di Bottini, attore al Piccolo Teatro di Milano – dove è stato anche l’Arlecchino di “Arlecchino servitore dei due padroni” nel mitico spettacolo di Giorgio Strehler – ma anche di cinema (da segnalare "Casomai" di Alessandro D’Alatri) eche torna ad abitare a Varese dopo un lungo periodo di “esilio” volontario. «Una candidatura che non si fermerà al periodo elettorale – ha spiegato Molinari – Bottini vuole dedicare del tempo alla città, creare stimoli culturali, ragionare su una ipotesi di teatro stabile a Varese».
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