Ivan Basso, missione compiuta
Il campione conquista il primo Giro in carriera. É il quarto varesino a riuscirci, dopo Ganna, Binda e Garzelli
Non lo hanno fermato Gavia e Mortirolo, Bondone o Fedaia, non lo potevano fermare le parole al veleno di Gilberto Simoni, uno che fa tante polemiche quante pedalate. Ivan Basso ha concluso oggi da dominatore l’89° Giro d’Italia ed è sceso dal suo trono a pedali per vestire la maglia rosa più attesa, quella definitiva, quella che viene consegnata a Milano tra due ali di folla in festa.
Ivan Basso da Cassano Magnago è il quarto corridore varesino a iscrivere il proprio nome sull’albo d’oro nella corsa più amata d’Italia. Prima di lui ci riuscirono Luigi Ganna nel 1909 (era la prima edizione), Alfredo Binda per cinque volte tra il 1925 e il ’33, e Stefano Garzelli nel 2000. Oggi “Ivan il cannibale”, già due volte sul podio del Tour de France, ha davanti a sé la possibilità di diventare il nuovo dominatore del ciclismo a tappe mondiale. Bravo a gestire una squadra forte e completa, impressionante per i ritmi tenuti quando la strada sale, anche sulle pendenze meno consone al suo fisico, Basso si è dimostrato ormai grande anche nelle tappe a cronometro, quelle indigeste un po’ a tutti gli italiani dai tempi di Francesco Moser. Quelle nelle quali Chiappucci, ma pure Bugno e Pantani, hanno pagato dazio in passato contro i mostri sacri Indurain, Ullrich e Armstrong.
Basso ha dominato fin dall’arrivo in Italia, con la cronosquadre di Cremona dove si è preso un bel vantaggio su tutti i propri rivali. Un vantaggio incrementato tappa dopo tappa, salita dopo salita, arrivo dopo arrivo. Vittoria sulla Maielletta, successo sul Bondone (quello decisivo), trionfo all’Aprica dopo una frazione dal disegno bellissimo e prima di uno sfogo firmato Simoni troppo carico d’invidia per essere vero.
Per il campione di Cassano, pure fresco papà del piccolo Santiago, oggi anche Milano si è vestita di rosa. Ha chiuso le proprie strade e ha dispiegato il proprio applauso riempiendo il circuito dove si è disputato l’ultimo sprint, vinto dal tedesco Robert Foerster della Gerolsteiner. Un episodio ha commosso il pubblico: Mirco Lorenzetto, uno dei velocisti che dovevano disputarsi il volatone finale, è scivolato in curva, graffiandosi malamente. Lorenzetto ha ripreso la corsa, ma ormai era troppo tardi per riprendere il plotone lanciato a tutta birra. Per lui lacrime di rabbia e un ritiro da beffa a pochi chilometri dal traguardo, dopo aver scalato ogni montagna d’Italia.
Ma Milano, cuore del Giro, ha dato soprattutto l’investitura finale a Ivan Basso: l’Italia è tua, ora devi finire il lavoro. Il primo luglio prende il via il Tour de France, feudo straniero dal ’65 (vinse Gimondi) a oggi, con la sola eccezione di Pantani nel magico ’98 (una doppietta straordinaria, riuscita a pochissimi). Quel Tour che neppure il Campionissimo di casa nostra, Alfredo Binda, è mai riuscito a conquistare.
89° Giro d’Italia 2006
Classifica finale
1. Ivan Basso (Ita/Csc) in 91h33’36" . 2. José Gutierrez Cataluna (Spa/Pho) a 9’18”. 3. Gilberto Simoni (Ita/Sdv) a 11’59”. 4. Damiano Cunego (Ita/Lam) a 18’16”. 5. Paolo Savoldelli (Ita/Dsc) a 19’22”. 6. Casar (Fra), 7. Garate (Spa), 8. Pelizzotti (Ita), 9. Peña (Col), 10. Vila (Spa), 58. Wegelius (Gb), 147. Andriotto (Ita).
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