L’impresa di Garate non spaventa papà Ivan Basso
La maglia rosa tiene sotto controllo Simoni e festeggia la nascita del piccolo Santiago
Una vittoria da dedicare al mondo del ciclismo spagnolo, sconquassato dallo scandalo doping di questi giorni: Juan Manuel Garate, che ha sulle spalle la maglia di campione nazionale iberico, porta a compimento una delle imprese più belle di questo Giro, vincendo al termine di una fuga durata 155 chilometri. Sul traguardo di Passo San Pellegrino Garate ha preceduto il tedesco Jens Voigt, compagno di Basso nella Csc, il quale ha voluto concedere l’onore del primo posto al compagno di avventura.
I due facevano parte di un gruppetto di temerari partiti da molto lontano in una frazione che prevedeva ben quattro Gpm. Tra i fuggitivi anche Baliani, ottimo sul Pordoi, e Valjavec che a 10 dall’arrivo provava lo scatto vincente, rovinato dal ritorno del duo Garate-Voigt.
Nel frattempo Ivan Basso festeggiava nel modo migliore la nascita del secondo figlio, Santiago, venuto alla luce questa mattina (in anticipo di quattro giorni) all’ospedale Sacco di Milano. Troppo bello il momento di papà: non si poteva aspettare a nascere! La maglia rosa ha corso con un piccolo cuore di stoffa azzurro cucito sul petto, un particolare che ha dato al campione di Cassano un’ulteriore iniezione di forza da spendere sulla salita verso il traguardo. Un’ascesa che ha fatto vittime illustri, a causa della spinta della Saunier Duval: Piepoli ha fatto da lepre a capitan Simoni che ha provato ancora una volta a staccare Basso, senza riuscirci. La tappa però non è stata infruttuosa per il "Gibi", che ha staccato impietosamente sia Savoldelli sia il duo Liquigas formato da Di Luca e Pellizotti ed ha pure guadagnato qualcosa su José Gutierrez Cataluna. Lo spagnolo però, dopo un blocco improvviso, ha reagito molto bene limitando i danni al pari di un Damiano Cunego finalmente all’altezza dei migliori.
Tutto ciò però non ha fatto che confermare la notizia più importante: Ivan Basso è inattaccabile. Al capitano della Csc, imperioso nell’azione anche nei tratti meno pedalabili, è ora a un soffio dalla conquista del primo Giro in carriera. Un soffio che comprende le ultime cime, tremende sulla carta, in programma domani. Si parte da Trento alle 10.40, direzione Passo del Tonale. Breve picchiata verso Ponte di Legno e ancora in su verso il Gavia, la Cima Coppi, la salita più alta di questo Giro in cui si valicherà quota 2.618. Nuova, lunga picchiata in Valtellina e poi l’ultima ascesa della corsa, lo straordinario Mortirolo dedicato alla memoria di Marco Pantani che qui regalò i momenti più epici della sua carriera. I tifosi sono già lì e sul traguardo dell’Aprica, pronti a incoronare il nuovo Re d’Italia a otto anni dal Pirata.
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