Nicoletti: “Il sistema dei partiti è in cancrena”

Intervista al candidato sindaco della lista civica Movimento libero

“Il sistema si abbatte e non si cambia” era uno slogan forte degli anni caldi. Oggi è il cavallo di battaglia di Alessio Nicoletti, candidato sindaco a Varese. Uscito da una relativa lunga esperienza politica, prima come consigliere di circoscrizione e poi come assessore a Palazzo Estense, ha abbandonato il suo partito, Alleanza nazionale, per fondare Movimento libero.
Il suo programma elettorale inizia con un appello ai cittadini dove afferma che cambiare si può, anzi si deve.

Nicoletti lei ha scelto di presentarsi  da solo, come mai?

«Questo sistema politico non è malato, ormai è in cancrena e quindi non si può cercare di guarirlo. Deve essere soppresso e dobbiamo lavorare per una nuova politica. Io l’ho visto da dietro e quindi lo conosco bene».

A più riprese c’è sempre qualcuno che parla di nuova politica. Non crede che siano cose già sentite?

«Certo, la Lega, e in parte anche Forza Italia si sono presentati così, ma poi hanno deluso i sogni dei loro elettori perché hanno inseguito solo il potere diventando come  gli altri».

Il suo giudizio è molto duro, ma come mai se n’è accorto solo quando la sua esperienza da assessore è finita?

«Avevo già espresso critiche perché le cose che non sono state fatte dalla vecchia amministrazione ha le sue ragioni proprio in come è gestito questo sistema. Non si decide più perché ci sono i veti delle segreterie dei partiti. Questo vale a destra come a sinistra ed è indecente. Il mio movimento è libero da queste logiche ed è radicato sul territorio. Stiamo lavorando in modo serio e abbiamo un programma valido che permetterà a Varese di a vere un’alternativa seria e credibile ai partiti La città  ha bisogno di qualcosa di diverso, che sia slegato dalle vecchie logiche partitocratriche, che nel tempo hanno prodotto il nulla assoluto. Il problema va risolto creando un’alternativa al sistema dei partiti, sistema capace solo di imbrigliare le potenzialità delle persone più volenterose».

Ma come può pensare di fare tutto questo da solo e che risultato si aspetta?
«Non sono affatto solo. Al movimento hanno aderito centinaia di persone e poi saranno i cittadini a decidere da chi vorranno essere amministrati. Le nostre liste sono composte da militanti capaci e seri. Persone che hanno scelto di impegnarsi e per qualcuno questa sarà la prima esperienza mentre per altri è la prosecuzione di un lavoro politico avviato. Comunque noi corriamo per vincere e prenderemo la maggioranza».

E se così non fosse e si andasse al ballottaggio?
«Nessun accordo! Lo diciamo da tempo e non appoggeremo nessuna candidato».

Parliamo della città, quali sono le priorità?
«Non c’è un elenco di priorità. Io credo si debba lavorare a  360° perché in molti settori ci sono urgenze. Chi vuole conoscere meglio come amministreremo legga il nostro programma perché affrontiamo tutti i temi».

Ma avrà un’idea di come muoversi, della vocazione della città…
«Varese ha una spina dorsale costituita dalla micro economia e alle micro imprese io rivolgerò le mie energie. Il piccolo commercio, l’artigianato sono gli elementi forti del nostro lavoro».

E sulle opere pubbliche…
«Poche e necessarie subito. Faremo la tangenziale nord est e poi due rotonde che risolveranno un bel po’ dei problemi di traffico: in largo Flaviano e in via Gasparotto. Non serve a niente parlare dell’unificazione delle stazioni, progetti vecchi su cui si continua a raccontare frottole».

Lei insiste molto a considerare gli sprechi dell’amministrazione, perché?
«Abbiamo dato spazio a questo tema perché dalla diminuzione degli sprechi si possono reperire tante risorse da utilizzare in settori importanti quali la sicurezza e i servizi sociali. Vogliamo ridurre gli assessori dagli attuali 12 a 8».

Sulla cultura quale sono le vostre idee forti?
«La cultura è un aspetto fondamentale per la città perché può esser un buon motore. Crediamo vada costituita una fondazione che sappia coniugare la volontà del pubblico, con risorse private, che possano consentire di realizzare concretamente il programma, sgravando in parte dal bilancio comunale. Inoltre, vogliamo porre al centro della nostra azione amministrativa, il sostegno a chi fa cultura. Servono spazi che permettano di sviluppare le varie sensibilità culturali e per questo è nostra intenzione destinare un edificio comunale interamente a questo scopo. In particolare individuiamo nell’ex cinema Rivoli, una struttura da dedicare interamente allo sviluppo delle sensibilità culturali dei nostri concittadini, dando gli spazi sia per praticare le varie forme di arte e cultura che per esporle».

Perché tra i suoi propositi c’è anche grande attenzione al patrimonio dell’amministrazione?
«Perché dall’alienazione di parte di questo possono essere reperite risorse per finanziare progetti. Per questo intenderò vendere subito villa Baragiola».

Cosa farà invece del progetto dell’albergo per il centro congresso a Villa Ponti?
«Ottima l’idea di dotarsi di un buon centro congressi, ma non a Biumo. Sono contrario a fare lì un albergo per ragioni urbanistiche, ambientali e di mobilità. Si può fare invece proprio a Villa Baragiola che ha tutte le caratteristiche per costruire una buona struttura»

Come è andata questa campagna elettorale? E gli altri candidati?
«La nostra campagna elettorale è andata benissimo. Siamo partiti molto in anticipo e questo ci ha permesso di elaborare un programma condiviso con tanti cittadini dopo averli ascoltati. Chi mi accusa per la mia collocazione politica dice cose non vere. Movimento libero non è né di sinistra, né di destra. Quanto agli altri candidati sindaco non sta a me giudicare. Lo faranno gli elettori»

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Pubblicato il 24 Maggio 2006
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