Accam, disgelo in vista, ma i comitati non ci stanno
Prove tecniche di "volemose bene" tra Comune e Accam: più vicina la revoca del contenzioso legale. Rosa: "se abbassano la guardia sull'ambiente, la nostra reazione sarà durissima"
Cambiato il sindaco, passata la buriana: per Accam questa dovrebbe (dovrebbe) essere l’auspicata svolta nei rapporti con il Comune di Busto, divenuti tesissimi sotto l’amministrazione di Luigi Rosa. L’ex sindaco aveva fatto dei rapporti con i comitati di quartiere – sulla cui rappresentatività i suoi avversari hanno sparato e sparano a zero – un fulcro della sua politica, andando inevitabilmente a cozzare contro l’ex consorzio e la sua attività, non certo ben vista dai residenti della vicina frazione di Borsano. Ora il clima si va rasserenando, almeno fra Accam e Busto.
L’assessore all’ambiente Alberto Armiraglio dovrà
smussare gli ultimi attriti in tema di convenzione; Accam dal canto ha
nominato due "ambasciatori" alla corte di Farioli – Roberto Belloli e
Paolo Maino, entrambi bustocchi, in segno di massima disponibilità. Che questi elaborati (e nondimeno necessari) minuetti diplomatici vadano a buon
fine in tempi rapidi non è tuttavia scontato. La buona volontà non manca; tuttavia eliminare il
contenzioso legale è la condicio sine qua non per riprendere un dialogo serio e costruttivo. L’assessore agli affari legali Mario Crespi sta compiendo i primi passi per porre fine al contenzioso legale sulla proprietà dell’impianto, esploso alla fine del 2004: "Al momento sono ancora pendenti tre ricorsi al Tar Lombardia da parte di Accam e due cause civili in tribunale contro la società da parte del Comune di Busto" spiega Crespi. "A breve scadenza ci incontreremo di nuovo con la controparte. Abbiamo intenzione di chiudere il contenzioso, e il primo passo lo farà proprio Busto, revocando il mandato ai propri legali – senza pregiudizio, beninteso, dei diritti del Comune. Del resto, questa amministrazione non condivide l’opportunità delle iniziative legali intraprese da quella precedente", che furono tra le molteplici casue della caduta della Giunta Rosa.
Proprio Luigi Rosa, piccato, ribatte: "Aspetto di vedere gli atti concreti che l’amministrazione intraprenderà. Ma se questi sono i segnali di un abbassamento della guardia di fronte al problema ambientale che Accam causa a Borsano, allora la nostra reazione sarà durissima". "Se si mette male, bloccheremo i camion" rincara Romano Pinciroli, del coordinamento dei comitati di quartiere. "Quella che si prospetta da parte del Comune è una mossa sbagliata. Accam dice: la convenzione la firmo se voi ritirate l’azione legale contro di noi. Noi sosteniamo l’esatto contrario: il contenzioso si estingue nel momento in cui Accam firma". Con simili premesse, si torna al punto di partenza: muro contro muro. Ma qualche spiraglio c’è. "La convenzione non è sacra e intoccabile nella sua integrità, si possono limare alcuni punti: ma i pilastri fondamentali, come la chiusura dell’impianto fra dieci anni con successiva bonifica del terreno, il limite al numero di Comuni che conferiscono e alle quantità di rifiuti giornaliere, devono rimanere nel testo" insiste Pinciroli, irremovibile. "Non nego che qualcosina stia migliorando intorno ad Accam, ma c’è ancora tanto da fare. I famigerati vasconi in cui si raccoglie di tutto ad ogni pioggia sono da ripulire e bonificare; e Accam potrebbe rendere molto meno tese le relazioni coi residenti della zona se solo avesse qualcosa di concreto da offrire in cambio. Ad esempio il teleriscaldamento per il rione o parte di esso, un aiuto per rifare le strade quando serve o abbellire i dintorni".
Al ruolo di Comune ed Accam nella vicenda si aggiunge quello della Provincia di Varese. Villa Recalcati, infatti, da un lato ha salvato capra e cavoli nel suo Piano provinciale dei Rifiuti, assegnando il territorio varesino gestito da Accam ad uno dei criticati sub-ambiti gestionali in cui è stata divisa la provincia; dall’altro ha proposto una sorta di risarcimento per il disagio dovuto alla presenza dellì’inceneritore, tramite tariffe di smaltimento rifiuti ridotte per i residenti di Borsano. Un’offerta alla quale, a suo tempo, il comitato borsanese aveva già risposto che da quell’orecchio non ci sentiva, e che non uno sconticino sulla tassa rifiuti, ma solo la firma della convenzione avrebbe messo la parola fine alla vicenda.
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