…e Accam diventa “riciclona” a sua volta
Il 54,7% dei rifiuti prodotti nei 27 Comuni dell'ex consorzio vengono differenziati. Il presidente Parini: "Smentito chi affermava che l'incenerimento disincentiva la raccolta differenziata"
Raccolta differenziata
dei riifuti al 54,7% nel 2005 e posizione di preminenza in classifica fra le
società di smaltimento rifiuti con il più alto numero
di abitanti serviti (412mila). Sono i risultati ottenuti da Accam SpA
nel 2005, ufficializzati mercoledì 12 luglio nell’ambito
della manifestazione Comuni ricicloni – sezione “Cento di
questi consorzi” – organizzata da Legambiente. Riscontri, questi,
che soddisfano il presidente di Accam, Sergio Parini, e lo inducono
all’ottimismo, nella prospettiva di raggiungere al più
presto l’obiettivo del 60% di differenziata fissato dal Piano
Provinciale dei rifiuti.
«Questi
risultati confermano la virtuosità dei Comuni soci, capaci di
migliorare di anno in anno la percentuale di differenziazione dei
rifiuti – commenta Parini. Una testimonianza ulteriore della
sensibilità dei soci, contrariamente a quanto da più
parti detto, verso una gestione oculata e rispettosa dell’ambiente
del ciclo dei rifiuti. I Comuni di Accam, infatti, nonostante possano
servirsi di un termovalorizzatore, si impegnano quotidianamente a
ridurre il più possibile la frazione indifferenziata, quella
destinata all’incenerimento. Un fatto, questo, che smentisce chi
sostiene che la possibilità di disporre di un forno induca a
trascurare la differenziazione e ad abbassare la guardia sui risvolti
ambientali della politica dei rifiuti».
I
riscontri positivi del 2005 autorizzano Parini a proiettarsi con
ottimismo nel futuro: «La prospettiva è di un ulteriore
miglioramento dei risultati se penso che nel 2005, soltanto ad anno
inoltrato, due Comuni come Legnano e San Vittore Olona hanno
cominciato la raccolta differenziata spinta e che adesso gli abitanti
sono pienamente rodati con il nuovo sistema di raccolta. Sono certo
che nel 2006 miglioreremo ancora, avvicinandoci a quel 60% fissato
dal Piano dei rifuti steso dalla Provincia di Varese; fermo restando
che già adesso, sfiorando il 55%, ci attestiamo su livelli di
tutto rispetto. Si pensi che la società omologa dei Comuni dei
Navigli, con dimensioni simili alle nostre, si ferma al 50,4%».
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