Ivan Basso, fra una settimana la verità
Il campione di Cassano Magnago rimane in silenzio stampa. I compagni di squadra dicono che è pronto al gran rientro
La notizia è arrivata come un fulmine, ma non a ciel sereno: l’americano Floyd Landis vincitore dell’ultimo Tour de France è stato trovato positivo al controllo antidoping. Il tasso del suo testosterone ed epitestosterone era oltre la norma.
È normale che dopo questa notizia il pensiero vada a Ivan Basso, escluso ancor prima dell’inizio della Grand Boucle per sospetto doping. L’atleta è in silenzio stampa da dieci giorni.
«Mio marito fra una settimana parlerà» dice Micaela Basso, moglie del campione di Cassano Magnago. La donna ha una voce tutt’altro che dimessa e triste. È sicura, ferma, come potrebbe esserlo solo chi ha in mano una verità diversa su quell’esclusione così sofferta e dal sapore beffardo. Quando accenniamo alla vicenda dell’americano Landis, risponde con un laconico e rispettoso: «Lo so». Come dire: non si esulta per le disgrazie altrui. Tra alcuni giorni – quando i magistrati spagnoli consegneranno le carte di "Operacion Puerto" alle diverse federazioni nazionali – conosceremo, dunque, la verità. Ivan Basso è schivo per natura, misurato, tanto capace di grandi imprese sportive, quanto in grado di mantenere un basso profilo nei confronti del pubblico in momenti così delicati.
Quell’affermazione così perentoria fa pensare ad un ritorno agguerrito. E che Basso sia pronto a tornare battagliero sulla scena lo conferma anche Giovanni Lombardi, il "regista in corsa" della Csc, uno degli scudieri di Ivan nella cavalcata rosa della scorsa primavera. «Non voglio e non posso dare giudizi sulla vicenda di Landis; non conosco esattamente quello che è accaduto. Con Basso invece ho parlato pochi giorni fa, sta bene, è carico. Pronto a far valere le sue ragioni».
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