«Voi a Berlino, noi a Luino»
Trionfa la Nazionale italiana al Mondiale; ed è subito festa, tra città e lago
Ore otto, è domenica sera nel centro di Luino e le strade non sono mai state così deserte. A fare compagnia ai cigni del lungolago solo qualche vecchietto, rare coppie di calcio-indifferenti e diversi tedeschi, che, ormai fuori dall’ebbrezza del Mondiale, si consolano con qualche gelato. Tutti gli altri hanno altro a cui pensare: sta per inziare la finale Italia-Francia che deciderà l’esito del Mondiale.
Al parco Ferrini centinaia su centinaia i tifosi che guardano la partita sul maxischermo (per la prima volta dal 1994 ritorna in scena) e che accolgono con un boato il calcio d’inizio, sincronicamente trasmesso da tutti i tubi catodici possibili immaginabili: Luino è un crogiolo di tv sintonizzate sul gioco degli Azzurri, dagli schermi dei baretti a piano terra fino ai mini-televisori di chi il calcio se lo segue con tranquillità dal balcone di casa. In realtà la partita si può dire inziata da tempo, almeno nell’aspettativa; si sono sprecati gli “insulti al nemico” e gli sms del tipo “Vincere e vinceremo”, forse un po’ fuori contesto.
L’ipnosi è collettiva, spesso vignettistica. Al parco Ferrini slogan e ritmi tribali accompagnano il gioco – lo striscione più simpatico parla direttamente alla Nazionale: «Voi a Berlino noi a Luino» – nei bar i tifosi non riescono a staccarsi dal video, se devono uscire per un attimo socchiudono la porta a malincuore, con gli occhi ancora sulla partita, non si sa mai che proprio in quei cinque minuti…E dopo una partita sofferta, la gioia dei tifosi per la vittoria della Coppa del Mondo è incontenibile: sibili e boati di petardi, caos di trombe e trombette, poi le strade di Luino si riempiono di tricolori in festa, fuochi d’artificio, auto e carri stracarichi…a volte anche un carrello della spesa può svelare doti nascoste, e stanotte la gente ha trovato mille modi di festeggiare, uno più pazzesco e stravagante dell’altro. Al clou del delirio la processione di una bara che sta a simboleggiare la Francia, “morta e sepolta” dai goal della Nazionale.
Il grande rito collettivo finirà domani mattina, dopo un giro in macchina, tra baci e abbracci…così, felici per una notte.
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