A chi la colpa dei ritardi?

Lettera di Giuseppe Criseo

Riceviamo e pubblichiamo

La colpa è innanzitutto  di chi gestisce l’aeroporto:

1)        Sea e il suo gruppo dirigente

Sea non nasce oggi ma è profondamente cambiata negli ultimi anni, in particolare dall’apertura di Malpensa 2000.

Il problema principale nasce nel momento della divisione tra Sea e Sea Handling, in cui le due aziende sono state divise in maniera tale che una fosse la cassa (Sea che ha tutti gli introiti degli affitti) e l’altra il peso (Sea Handling) che ha la maggior parte dei dipendenti.

Ma le due società fanno parte di un unico gruppo ed una società vive in funzione dell’altra.

A meno che il Comune di Milano, principale azionista non decida che voglia solo gli introiti e decida di abbandonare migliaia di lavoratori, questo è uno dei nodi, visto che negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo peggioramento della vita lavorativa e dello stress con ripercussioni gravi sull’andamento generale dell’aeroporto.

Tutti vorremmo solo lo stipendio e non il lavoro, ma le due cose non possono esistere: dal lavoro deriva lo stipendio, Sea Handling garantisce l’assistenza alle compagnie e queste pagano l’utilizzo dei locali a Sea Spa!

L’attuale dirigenza si è formata secondo uno schema verticistico  e a gestione ristretta: un nucleo unico “gli obbedienti” ha gestito tutta l’organizzazione aziendale d’accordo e d’amore con la Triplice sindacale, quindi i disservizi sono da imputare alla dirigenza ma anche all’accondiscendenza di quella parte sindacale che ha assecondato tagli al personale, lavoratori interinali all’inverosimile e l’organizzazione del lavoro attuale.

Chi è fuori da questa logica viene sminuito sia a livello lavorativo che a livello sindacale.

All’interno di questa logica vi è pure la classe politica quasi al completo, sia di maggioranza che d’ opposizione, senza distinzione alcuna.

L’importante è esserci nel grande business, senza vedere che ogni giorno ci sono parecchi infortuni, gente che si ammala per i traumi lavorativi, famiglie che si disgregano per i turni e lo stress generale che si respira.

Di chi è la colpa? Di chi dirige e di chi acconsente.

Tutta l’estate abbiamo lavorato sott’organico in tutti i settori con lavoratori interinali che hanno fatto anche più di 15 ore al giorno per il timore di non essere più riconfermati!

Mancano i trattori per portare e riprendere i bagagli sottobordo, questo è uno dei tanti motivi dei ritardi, mancano i mezzi per il trasporto dei bagagli, è lì che occorre risparmiare?

Manca un piano preciso di manutenzione a rotazione per i mezzi interni, di chi è la colpa?

L’impianto di smistamento bagagli non è all’altezza, di chi è la colpa? Di chi lo ha acquistato, di chi taglia il personale che serve per la sua gestione.

Il personale da diversi anni non è più motivato, solo tartassato, gli utili vanno distribuiti in maniera clientelari ad alcuni responsabili, non a tutti.

E’una gestione clientelare e in mano a pochi “predestinati” che magari faticano ad usare il computer, ma vanno alle cene aziendali.

2)        Le compagnie sono scarsamente presenti nei momenti caldi, ci  sono in orari d’ufficio e non tutte, danno scarse informazioni a Sea che deve arrangiarsi nella gestione operativa.

3)  La burocrazia aeroportuale : un arcipelago di enti che lavorano non sempre in sintonia ( per distruggere un  bagaglio con alimenti deperibili andati a male occorre l’accordi di quattro enti; per la questione dei bagagli aperti ci si affida all’opera degli operai che devono cercare le guardie anche queste sotto organico)

Ricordiamo però che in Sea ci sono persone di grande professionalità messe all’angolo perché non conniventi, persone che vengono spostate da un settore all’altro, e si disperde la professionalità invece di incentivarla, di chi è la colpa? Di chi ha scelto questa classe dirigente, dei Responsabili di Prodotto scelti in base all’obbedienza e non alla competenza.

4)        Il Comune di Milano ha sempre tergiversato e mai intervenuto per capire cosa succede veramente chiedendo conto ma coprendo tutto.

5)        Gli altri aeroporti non brillano, ma qualcuno tiene i contatti, verifica, interviene, cerca di capire perché arrivano tardi alcuni voli, trova rimedi? Occorrono accordi internazionali per risolvere problematiche tecniche, cosa fa la Sea ?

Gli attacchi a Malpensa ci sono e ci saranno caro Presidente, perché Malpensa è una realtà importante per il lavoro e per l’economia nazionale, è per questo che occorre investire bene ( non con un impianto di 20 km.), l’impianto non era all’altezza prima e si è deciso di implementarlo con spese di parecchi milioni, probabilmente andavano fatte altre scelte no?

La prima  cosa che un’azienda che vuole crescere deve fare è investire sul personale, con l’aggiornamento, con incentivi economici, con la tutela degli ambienti ( allo smistamento bagagli piove da anni), con una corretta gestione meritocratica, alla luce del sole

La trasparenza manca a Malpensa, regna solo l’arroganza di una classe dirigente che impera e che oggi deve rispondere.

Non andiamo al lavoro per mangiarci il fegato, ma per guadagnare il pane per le nostre famiglie e per un avvenire sereno che non vediamo più; solo tagli su chi lavora e macchine aziendali fiammanti, bonus ad personam, cambi di divise ogni cambio di presidenza, milioni di euro per impianti che non funzionano, file interminabili di passeggeri all’ufficio bagagli smarriti, persone che vagano alla ricerca di un ufficio informazioni inesistente al terminal 1, bagni nuovi e non funzionanti, parcheggi e spogliatoio lontani km. dai posti di lavoro, e alla fine di chi è la colpa dei ritardi?

In conclusione…..dopo i danni di questa classe dirigente, vedremo i grandi manager andare via con i milioni, come accade sempre?

Segretario Regionale della FTA-CISAL della Regione Lombardia

GIUSEPPE CRISEO

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Pubblicato il 19 Settembre 2006
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