A difesa dell’Oasi di Boza

Lettera dell'Oipa Italia contro il degrado e l'abbandono dell'area naturale

Riceviamo e pubblichiamo

Il biasimevole stato di abbandono e degrado in cui versa l’oasi di Boza (Cassano Magnano), così come denunziato lunedì scorso da Legambiente e Lipu, non può e non deve lasciare indifferenti le nostre coscienze; poiché in un territorio quale il nostro, ove l’antropizzazione non conosce sosta, la tutela dell’ambiente, e dell’oasi di Boza in particolare, diviene una questione prioritaria.

Consentendo l’esistenza e la  conservazione di numerose specie animali e vegetali, tale oasi ha rappresentato per anni quanto di meglio la nostra provincia potesse offrire; e trascendendo il ruolo prettamente naturalistico essa è divenuta parte eminente del nostro patrimonio socio-culturale. Ed è sempre grazie alla sua presenza che, nel corso degli ultimi anni, il comune di Cassano Magnago ha potuto accrescere la propria fama e richiamare visitatori da tutto il varesotto. Tuttavia la condotta dell’attuale amministrazione comunale di Cassano Magnano, rea di essersene completamente disinteressata, abbandonandola all’incuria e al degrado (così come per altro dimostrato dall’eloquente documentazione fotografica presentata da Legambiente e Lipu), rischia di condannarla ad un vergognoso oblio. Cosa, questa, che noi, e i cittadini tutti, dobbiamo assolutamente scongiurare o in quel lembo di natura incontaminata, così come troppo spesso è avvenuto nel nostro paese, potrebbe presto essere edificato un nuovo centro commerciale o uno nuovo complesso residenziale; perché quando il territorio non ha più valore alcuno, l’animo delle persone diviene sommamente indifferente, rendendo possibile anche la più vile delle speculazioni edilizie. E se davvero non dovessimo riuscire a salvaguardare quella che è una delle aree naturalistiche più importanti della nostra provincia, allora l’incessante antropizzazione che da anni sta opprimendo il varesotto potrebbe non aver più alcun limite; arrecando danni irreparabili alla flora, alla fauna e di conseguenza a noi stessi.

Pertanto, anche la sezione varesina dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) non può esimersi dall’affiancare Legambiente e Lipu in questa battaglia a difesa dell’oasi di Boza, convinti che la tutela dei diritti animali e quindi dell’ambiente non sia un vezzo, bensì una questione di civiltà.

OIPA ITALIA – Sez. Varese

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Pubblicato il 19 Settembre 2006
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