Le mamme di Cocquio: «Nessuno ci sta sobillando»

Dopo le dichiarazioni del sindaco Ballarin, i genitori della scuola Maletti chiariscono la propria posizione

«Strumentalizzate? violente?». Le mamme "orfane" della scuola Maletti di Cocquio Trevisago sono cadute dalle nuvole, leggendo le dichiarazioni del sindaco Ballarin sull’incontro di lunedì scorso a Caldana.
In un’intervista, il primo cittadino di Cocquio ha accusato l’opposizione di aver sobillato la rivolta dei genitori, i quali, durante l’incontro, lo avrebbero aggredito verbalmente.
Una visione delle cose che al cronista presente appare eccessiva, tant’è che l’incontro è avvenuto sotto il controllo diretto di tre carabinieri giunti a sirene spiegate mentre il sindaco si trovava ancora nel suo ambulatorio: « Noi vogliamo ribadire – spiega Laura Seregni a nome di tutte le mamme – che il nostro movimento è autonomo, non è sostenuto o gestito da alcuna corrente politica. Abbiamo ben presente chi è Ballarin e nessuno mai si è sognato di confondere il suo ruolo di medico e il rapporto di fiducia che lo lega al paziente, dal suo ruolo di primo cittadino. Il sindaco è stato recentemente eletto anche grazie ad un programma che parlava di "ristrutturazione" della scuola e non di chiusura».
La tensione, quindi, rimane alle stelle e il dialogo procede a distanza con grande fatica. La prossima settimana si svolgerà il consiglio comunale aperto in cui l’amministrazione sarà chiamata a spiegare alla collettività le ragioni di una scelta che ancora oggi appare misteriosa.

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Pubblicato il 13 Settembre 2006
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