Mariani: «La chiusura della scuola è un grave danno d’immagine»

L'esponente della minoranza attacca la giunta e lancia l'allarme: «Il plesso di S. Andrea non ha spazi adeguati per ospitare tutti»

«Non si può prendere una decisione del genere a meno di una settimana dall’inizio delle lezioni e con queste modalità». Giovanni Mariani, consigliere di minoranza della lista “Il Mulino”, interviene sulla decisione dell’amministrazione comunale di Cocquio Trevisago di chiudere la scuola elementare “Generale Maletti”.

 

«Non ci troviamo di fronte ad un problema improvviso – prosegue Mariani – sono tre mandati che le amministrazioni di centrodestra mettono al testa sotto la sabbia, non affrontando la situazione ma limitandosi a dei palliativi. La verità è che il Comune non ha compiuto nessuna scelta chiara in materia di strutture pubbliche e questa mancanza emerge anche nel caso della scuola elementare».

Mariani contesta alla maggioranza la mancanza di una bussola, di una precisa strada da seguire. «Mancano di pianificazione – accusa l’esponente di minoranza – nello stesso caso della scuola si poteva sicuramente agire con maggiore tempestività, visto che i problemi erano noti da tempo. Ora invece ci si trova a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico senza che gli alunni abbiano una sede adeguata dove fare lezione, perché il plesso di S. Andrea (l’altra scuola del paese dove il Comune intende trasferire le classi, ndr) non lo è: gli spazi sono inadeguati, si parla addirittura di ricavare nuove aule ricorrendo a delle paratie».

 

La lista “Il Mulino” pensa dunque a delle soluzioni alternative, come l’utilizzo dell’ex scuola di Caldana (altra frazione di Cocquio) o la messa in scurezza di almeno una parte della “Generale Maletti”, in modo da poter mantenere almeno un paio di classi nella loro sede naturale.

«Ma ciò che più ci importa è capire quali siano le reali intenzioni dell’amministrazione – conclude Mariani – se intendono effettuare dei lavori per la messa a norma dell’edificio oppure siamo di fronte ad un trasloco definitivo: la giunta deve convocare un’assemblea pubblica in cui confrontarsi con la cittadinanza. Non si può continuare così, il rischio è che questa vicenda produca un danno d’immagine per tutto l’Istituto comprensivo». Non a caso si segnalano già i primi genitori, si parla di tre famiglie nella sola giornata di oggi, che hanno fatto domanda per il trasferimento dei figli alle scuole elementari di Gavirate.

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Pubblicato il 06 Settembre 2006
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