Niente libretto di lavoro prima dei 16 anni

La senatrice Pellegatta, vicepresidente della Commissione Istruzione Pubblica, solleva la questione dell'innalzamento della scuola dell'obbligo. Con una proposta concreta

Riceviamo e pubblichiamo

L’indagine ISTAT riferita al 2001 dimostra che i laureati in Italia rappresentano il 7%, i diplomati al 26%, gli analfabeti sono centinaia di migliaia . Siamo ai gradini inferiori dell’Europa
Questa situazione è incompatibile con una prospettiva di sviluppo economico e sociale; più chiaramente: se il numero dei diplomati, dei laureati, dei tecnici non aumenta l’Italia va indietro. In questa prospettiva ovviamente occorre che anche i lavori ci siano e siano qualificati; non va bene la precarietà che c’è oggi.

L’obiettivo di elevare il livello d’istruzione è considerato una priorità nel programma di Governo dell’Unione ed è competenza dello Stato, non delegabile.

Dopo lo sconquasso operato negli ultimi cinque anni dal Governo Berlusconi, ci troviamo in una situazione inaccettabile e paradossale. La legge 977 del 1967 fissa il limite di età per l’accesso al lavoro, con numerose deroghe, a 15 anni. La Convenzione internazionale ILO sul lavoro minorile del 1973 stabilisce che i bambini non possono essere impiegati in attività lavorativa prima che abbiano compiuto il periodo di istruzione obbligatoria e raccomanda che questo sia esteso fino a 16 anni di età. Per effetto della riforma Moratti in Italia la scuola dell’obbligo finisce con la terza media, è stata abbassata sotto la soglia dei 15 anni.

Ci troviamo di fronte a un problema serio e a una grande responsabilità.

La scelta della scuola superiore in terza media è precoce.

Occorre pertanto cambiare la legge del 1967 ed estendere l’obbligo scolastico a 16 anni.

Il Ministro Fioroni ha affermato in proposito e con efficacia che il contrasto della dispersione scolastica è “ la madre di tutte le battaglie”.

Per contribuire a dare concretezza a questa affermazione, occorrerà che il Parlamento approvi la legge per l’elevamento dell’obbligo scolastico a 16 anni congiunta a un efficace sistema di controllo; l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato sono strumenti di formazione, non di “aggiramento” dell’ostacolo; nelle scuole la riforma deve essere accompagnata da interventi che aiutino i piu’ deboli e valorizzino i capaci e meritevoli; deve essere attuato un efficace servizio di conoscenza del mondo del lavoro e di orientamento , punto debole del sistema scolastico italiano .

Senza scorciatoie dunque: fino a 16 anni si va a scuola.

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Pubblicato il 22 Settembre 2006
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