Chirurgia rifrattiva sicura e precisa grazie a nuove tecnologie

Il 70% dei pazienti sono giovani donne che si operano per motivi di studio, lavoro o pratica sportiva

Chirurgia per la correzione dei difetti visivi sempre più precisa, sicura e senza effetti collaterali grazie all’esperienza acquisita nel corso degli anni ed alla recente introduzione di tecnologie d’avanguardia. Gli interventi oggi si eseguono con laser ad eccimeri (molecole gassose che vengono sollecitate elettricamente) dotati di un fascio di diametro ridottissimo (0.8 mm) che si muove sulla superficie della cornea ad elevata velocità ed in modo uniforme correggendo l’alterazione, cioè asportando in modo estremamente preciso una piccola parte del tessuto di cui è costituita. Al contrario dei primi strumenti, che possedevano fasci di dimensioni elevate e che non garantivano un risultato stabile né omogeneo.

“Nei centri più avanzati come il nostro” – spiegano il dottor Marcello Galdini e la dott.ssa Zorica Govorcinovic del reparto di Chirurgia Oculistica di Charming Italia, centro di Busto Arsizio specializzato nella microchirurgia oculare che vanta un’esperienza di oltre dieci anni di pratica clinica – “oggi utilizziamo anche  un particolare sistema di inseguimento dell’occhio (eye-tracker), un meccanismo di sicurezza che permette al laser di seguirne ogni piccolo movimento durante l’operazione senza decentrare il proprio raggio d’azione”.

Esistono diverse tecniche per correggere i più comuni difetti visivi: la più utilizzata consiste nella rimozione di un piccolo strato della superficie della cornea, mentre le altre prevedono uno “scollamento” della superficie corneale ed un’azione diretta sullo stroma (struttura portante della cornea). “In queste procedure interne allo spessore corneale noi utilizziamo un nuovo strumento chirurgico, il microcheratomo” – prosegue il dottor Galdini – “che permette di non tagliare completamente il lembo di cornea ma di lasciarne attaccato un margine facilitandone poi la chiusura”. Anche difetti di astigmatismo irregolare possono essere eliminati con il laser, così come cicatrici, leucomi (opacizzazioni della cornea a seguito di un processo anomalo di cicatrizzazione) e depositi che si possono formare sulla cornea. 

Le diverse tecniche sono comunque tutte affidabili ed i risultati visivi a distanza di 10-15 giorni sono sovrapponibili. L’utilizzo della procedura dipende dalla valutazione clinica del paziente: dopo averne analizzato le caratteristiche oculari ed una volta verificata l’assenza di controindicazioni, il chirurgo seleziona la tecnica da utilizzare. 

Nei casi più gravi di miopia, per i quali l’utilizzo del laser potrebbe provocare danni alla cornea, è possibile applicare dei lentini intraoculari. “Si tratta di un intervento delicato, eseguito solo in pochi centri in Italia come il nostro” – aggiunge ancora l’esperto  – “Prevede l’inserimento, attraverso una microincisione, di una lente che viene posizionata davanti al cristallino oppure davanti all’iride. Questo intervento presenta anche il vantaggio di essere reversibile: qualora si avverta fastidio o si manifesti un’intollerabilità alla lente, è possibile rimuoverla”. Nel caso in cui il paziente sia in età avanzata, la lente intraoculare viene inserita direttamente al posto del cristallino, che viene rimosso in quanto potrebbe essere già opacizzato e degenerare in cataratta. “Per questo tipo di intervento” – conclude Galdini – “utilizziamo la facoemulsificazione, una procedura attraverso la quale il cristallino viene frantumato ed aspirato con una sonda ad ultrasuoni, e non è necessario porre nessun punto di sutura”. Un particolare tipo di lenti intraoculari, dette accomodative, vengono utilizzate per la correzione della presbiopia dato che consentono al cristallino di adattarsi ad una visione sia da vicino che da lontano. Non tutti possono però sottoporsi a questo intervento: è indicato per pazienti di età non avanzata, per i quali la presbiopia rappresenta un ostacolo alla normale attività lavorativa, ed è necessaria una buona predisposizione psicologica ad “allenare” il proprio occhio alla doppia visione.

 

Sono le donne giovani a sottoporsi di più a questi interventi, per motivi di studio, lavoro o sport

Il 70% delle persone che decidono di sottoporsi ad un intervento per correggere difetti visivi sono donne giovani, tra i 23 anni (limite minimo per la stabilità della miopia) ai 40-45 anni (dopo i quali potrebbe insorgere la presbiopia).

Dati italiani sul numero di interventi che vengono eseguiti e sui risultati.

Per i pazienti:
Charming Italia
via Castelfidardo, 19
21052 Busto Arsizio (Va)
Tel. 0331 685.065§
www.charmingitalia.it

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Ottobre 2006
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