Costretta a prostituirsi a 14 anni, in manette i “protettori”
In carcere anche una giovane ventiduenne rumena che aveva contattato la ragazzina nel suo paese d’origine. Tra i reati contestati dalla Procura anche la violenza sessuale su minore
A sfruttare la ragazzina che
nel giugno scorso venne salvata da un giro di prostituzione a Varese, non c’era
solo il suo aguzzino, un ventiduenne albanese, Anton Deda. Erano in tre. E tra
questi anche una ragazza rumena, che ha avuto il compito di contattare la giovane
nel suo paese di origine per portarla in Italia a prostituirsi. L’ennesima
storia di abusi e sfruttamento, questa volta ai danni di una prostituta più
bambina che donna, di soli 14 anni, è stata smascherata dalla Procura della
Repubblica di Varese che nei giorni scorsi ha disposto tre ordinanze di
custodia cautelare per favoreggiamento, sfruttamento e induzione della
prostituzione, e una per abusi sessuali su minori.
La vicenda inizia a Varese lo scorso 6 giugno, quando su un’auto viene fermata
una quattordicenne in abiti succinti. Dice di avere 18 anni ma in realtà ne ha
4 in meno. Con lei un giovane di 22. E’
Anton Deda, albanese che, si scoprirà, accompagnava la ragazza a battere i
marciapiedi di Milano per fare poi ritorno in un appartamento di Varese. L’uomo
viene arrestato e condotto in
carcere, ma le operazioni della Squadra Mobile
non si fermano. Dalle indagini si riesce a ricostruire la storia, che
purtroppo, fanno sapere gli inquirenti, costituisce un precedente che si ripete
anche in altri casi dove il giro di prostituzione stringe le sue vittime
dall’uscio di casa fino alla strada. La vittima proviene da una famiglia povera
della Romania. A 11 anni viene violentata da cinque persone. Spetterà poi a
Ionela Stanescu, rumena, 22 anni, convincerla a venire in Italia; la ragazza sa
qual è il suo destino. Tenta di raggiungere il nostro Paese ma viene fermata.
Ci riprova e arriva a Milano. Il suo contatto varesino è Albert Deda, 26 anni,
punto di riferimento per la giovane, che non può però muoversi: è agli arresti
domiciliari e manda a Milano il cugino, Anton, che alla stazione centrale
incontra la ragazzina. La giovane dormirà nei tre giorni seguenti a Varese,
accompagnata da Anton nell’hinterland milanese dove si prostituisce. Al mattino
la ragazzina viene riaccompagnata nel suo appartamento di via Maspero, a
Varese. Dopo tre giorni, ad un
posto di blocco l’arresto del ventiduenne
albanese: la giovane viene affidata ad una comunità per minori, ma le 72 ore
passate in strada le sono valse già 400 euro, che spedisce alla famiglia, e, –
sempre secondo quanto contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare richiesta
dal pm Politi e firmata dal Gip Battarino – anche una violenza sessuale da
parte di Anton Deda, notificatagli in carcere. In carcere si trova anche il
cugino, Albert, che ha tentato di evadere dai domiciliari ma è stato arrestato
a Rimini. Le manette ai polsi di Ionela Stanescu, invece, si stringono a Osio
Sotto, nella Bergamasca, dove nella notte tra sabato e domenica gli agenti la
arrestano mentre si prostituisce.
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