Livio Frigoli: “Io, vittima della mia indipendenza”
L'ex sindaco ribadisce la sua posizione circa la crisi del centrosinistra castellanzese, sottolineando che le sue radici risalgono al tempo del suo mandato di primo cittadino
Riceviamo e pubblichiamo una lettera a Varesenews dell’ex sindaco di Castellanza Livio Frigoli.
Caro Direttore,
Ho letto l’articolo pubblicato ieri
sulla crisi del centrosinistra castellanzese. Mi pare che, pur nel
breve spazio disponibile, l’autore sia riuscito a ben sintetizzare
le posizioni in campo. Vorrei però aggiungere e precisare
alcune questioni che, non essendo state affrontate nelle interviste,
rischiano di rimanere in ombra. E invece mi paiono decisive per una
comprensione più puntuale degli eventi politici locali.
Primo. Confermo quanto detto sulla
lista Ponti. La nostra lista, più di altre, ha rappresentato
la scelta di “rompere” con quella fallimentare esperienza. In
politica molti si rifiutano di ammettere i propri errori. Io non sono
fra questi ed in alcune occasioni mi è serenamente capitato di
ammettere sbagli. L’ho fatto anche per quanto riguarda il sostegno
alla Ponti dopo aver raccolto – sin dai primi giorni dopo la sua
elezione – lamentele e reprimende da parte di molti cittadini,
dipendenti comunali, aziende locali, associazioni. E di molti
consiglieri comunali. Per questa ragione mi sono assunto
pubblicamente la responsabilità del mio errore ed ho avallato
la scelta di chiudere prematuramente quella esperienza.
Secondo. Alla nascita della lista Ponti
si era arrivati a fine 2003, perché alcune forze del
centrosinistra avevano scelto – sin dal 1999 – di fare la guerra
a me e alla mia Giunta e di allearsi ai miei peggiori avversari.
Giusti o sbagliati che fossero quegli attacchi, la crisi del
centrosinistra è nata lì – nel biennio 1999/2000/2001
– e non nel 2004. A fronte della volontà di alcuni leader
del centrosinistra di costruire nuovi equilibri e programmi in netta
discontinuità col mio lavoro, mi sono ribellato. E la scelta
di una “civica” è venuta di conseguenza. Da qui la
vittoria della Ponti. Ma sia chiaro che senza la rottura voluta da
una parte della mia vecchia maggioranza, le (mie) scelte nel 2004
sarebbero state ben diverse. E oggi il centrosinistra sarebbe molto
probabilmente ancora al governo.
Terzo. Roveda, esponente dell’UDEUR e
leader di punta (oltre che capolista) di Insieme per Castellanza,
dice che avrei costruito “a tavolino” due candidature. Egli
dimentica di dire che a tavolino sono stato anche con lui, nel
gennaio 2006, subito dopo la caduta della Ponti. A lui ho proposto
un’alleanza di governo, fondata – udite udite – su un netto
passo indietro mio e suo, che servisse per lanciare una lista
unitaria del centrosinistra, allargata se possibile a forze sociali
di area moderata (il Grande Centro di Rossi). Se Roveda avesse
accolto quella proposta fondata, lo ripeto, su un nostro impegno non
diretto, il centrosinistra a Castellanza avrebbe anche potuto
vincere. Sicuramente si sarebbe ricompattato.
Ma come giustamente dice l’articolista,
in una parte del centrosinistra locale – Roveda e una parte dei DS –
ha prevalso l’altro motto: “meglio il centrodestra di
Frigoli”. Qualcuno si è mai chiesto il perché di
questa opzione? Si sappia che l’avversione nei miei confronti è
datata e, a mio parere, va imputata non già a motivazioni
politiche bensì al semplice fatto che il sottoscritto si è
sempre rifiutato di mostrare subalternità ai notabili locali
ed alle segreterie di partito. Ho sempre rispettato tutti –
compresi i notabili ed i partiti – ma non mi sono mai sentito servo
dei loro interessi. E penso che, il centrosinistra sarà
davvero vincente nel Paese quando riuscirà a fare altrettanto.
Nel frattempo però, con questo
atteggiamento poco… subalterno, mi sono creato molti nemici. Gente
per che per 12 anni ha sognato il momento di farmi pagare questa
mancanza di venerazione nei propri confronti. E dunque di farmi
perdere. Ecco perché alla stessa stregua di quel marito che
per far dispetto alla moglie si martella le parti basse, il sedicente
centrosinistra castellanzese (senza Margherita, ma con l’UDEUR!!)
oggi festeggia la vittoria del centrodestra. Contenti loro…
Abbiano però almeno la decenza
di descrivere con obiettività e completezza i fatti. Perlomeno
abbiano l’onestà di riconoscere i loro errori. Che sono
tanti. Primo fra tutti: quello di aver sparato addosso all’unico
Sindaco che, dal dopoguerra ad oggi, è riuscito portare la
sinistra – per nove anni – al governo del Comune. Che a Roveda –
esponente dell’UDEUR e da sempre convinto oppositore delle mie
scelte amministrative – la cosa non interessi, non mi stupisce. Ma
che lo stesso succeda ai DS locali è davvero stupefacente…
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