Nasce l’Artipolo, segnali di risveglio per l’impresa luinese
Una grande struttura ospita una decina di imprese sotto un unico tetto. Il costruttore:«Ne nascerà uno grande il doppio»
Lo hanno battezzato «Artipolo», una parola che sta per polo dell’artigianato, per Luino è una novità, il primo nel suo genere, e contiene una decina di imprese che vanno dai 4 ai 40 operai. Due elettricisti, un mobilificio, una piccola impresa che costruisce motori, un fabbro, un’azienda di servizi tutte sotto lo stesso tetto a disposizione del cliente. Ne nasceranno altri, assicura il costruttore del capannone. La società costruttrice, la «D&P» di Luino formata da i due soci Pietro Dangelo e Matteo Parodi, non si aspettava un successo così immediato della formula:«Questo significa che nell’impresa locale c’è voglia di mettersi assieme – spiega Dangelo – nonostante la crisi l’ottimismo non manca e questo è un segnale».
La zona del Luinese è attraversata da tempo da una crisi industriale che lentamente ha ridotto il tessuto produttivo al lumicino. Migliaia sono i lavoratori frontalieri e solo questo salva l’economia della zona mantenendola a livelli accettabili. Le aziende presenti che hanno superato o che resistono alla crisi danno lavoro a meno di 500 persone a Luino mentre sono il commercio e i servizi in genere a impiegare chi non va in Svizzera. Questa è la realtà delle cose.
Da più di un anno ormai l’amministrazione locale sta cercando di favorire l’arrivo sul territorio delle imprese aumentando l’area industriale e unendo tramite una bretella, di concerto col comune di Germiganaga e la comunità montana, le aree industriale sui due lati del fiume Margorabbia che sono quella luinese e quella germignaghese. L’Artipolo, comunque, piace alle piccole e medie imprese che solo in questo modo possono abbattere i costi e avere spazi sufficientemenete attrezzati a disposizione.
Ne nasceranno altri?«E’ già in previsione un secondo capannone grande il doppio di questo – spiega ancora Dangelo – e credo proprio che si riempirà anche quello». Intanto alcune delle aziende attorno che hanno già i capannoni nella zona puntano ad una risistemazione dell’area per mettere ordine e creare spazi funzionali per il carico e scarico merci creando lavoro anch’essi e un certo indotto.
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