Riis, l’ultimo sgambetto a Basso: niente “Lombardia”
La Csc lo lascerà tra le riserve. Lo sponsor Nobili: "Ivan per noi importantissimo. Felici per la sentenza: ma non vederlo in corsa non ci gratifica"
Ivan Basso non sarà al via del Giro di Lombardia, a meno di clamorosi dietro front dell’ultimo minuto o di un attacco improvviso di gastroenterite di un suo compagno di squadra. La decisione viene direttamente dalla Csc, la formazione di Ivan diretta dal danese Bjarne Riis che ieri sera, dopo tre ore di colloquio con la maglia rosa, ha deciso di farlo sedere tra le riserve per la corsa che sabato chiuderà la stagione delle classiche. L’ultimo sgambetto da parte di chi per Basso è stato un vero e proprio "faro" fino all’esclusione dal Tour de France e che da quel giorno gli ha voltato le spalle. Un atteggiamento che non è cambiato nonostante l’archiviazione del caso che ha riguardato il ciclista di Cassano Magnago.
Basso chiude qui la sua stagione, quella del maggior trionfo in carriera (il Giro) e della sofferenza sportiva più grande. Tradito dall’Uci, dalla mala giustizia, dalla Csc che non ha fatto nulla per difenderlo, anzi, ha contribuito a far crescere i sospetti attorno a lui.
Una situazione che non ha lasciato insensibile gli sponsor più diretti del cassanese, come la "Nobili rubinetterie" di Borgomanero, importante partner italiano della formazione danese, che durante il Giro portò tutti i propri dipendenti all’arrivo di Domodossola (nella foto) per sostenere "Ivan il cannibale".
«Innanzitutto siamo felicissimi dell’archiviazione del "caso Basso"» spiega il responsabile marketing Claudio Giuristi. «Una vicenda che finalmente trova uno sbocco dopo tante incertezze. Ci sentiamo sollevati per lui e per noi: abbiamo investito su Ivan per avere visibilità e questa vicenda ha danneggiato anche noi».
La Nobili, così come Basso, ha un contratto già firmato anche per il 2008, anche se il corridore a questo punto potrebbe cambiare aria (la Discovery Channel lo cerca da anni). «Noi crediamo – prosegue Giuristi – che i contratti debbano essere rispettati il più possibile. La Csc ha altri ottimi corridori; certo però che Ivan per noi è importantissimo».
Su Basso fuori dal Lombardia, Giuristi non si sbilancia anche se non nasconde una certa amarezza: «Quando hai un uomo, un tuo "collaboratore" più che valido, e lo vedi in panchina, non sei gratificato. Purtroppo in questo caso non possiamo decidere noi se farlo correre».
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