Tassa sul volo, le casse comuali piangono
Ancora solo promesse per l'addizionale decisa nella Finanziaria del 2004: i Comuni del sedime aeroportuale di Malpensa chiedono fatti
La Finanziaria 2004 aveva stabilito che, per una sorta di compensazione, i Comuni dei sedimi aeroportuali italiani
dovessero ricevere un indennizzo per i servizi prestati agli scali. Il denaro venne trovato con un escamotage: un’addizionale sui biglietti aerei venduti di 1 euro (2 dopo l’emendamento proposto dall’allora deputato leghista Giovanna Bianchi): fu deciso di ripartire la destinazione del gettito per il 20 per cento ai Comuni con sedi di aeroporti e per l’80 per cento alla sicurezza negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. Fatto un calcolo rapido e approssimativo, circa 14 centesimi a biglietto sarebbe dovuto andare nelle casse dei Comuni aeroportuali. Di quei soldi, come denunciato più volte dai sindaci interessati, non si è ancora avuta notizia.
Il problema è che le amministrazioni comunali interessate (Somma Lombardo, Lonate Pozzolo, Ferno, Samarate, Cardano al Campo, Casorate Sempione e Vizzola Ticino in provincia di Varese) hanno messo a bilancio il denaro promesso e d’altro canto spendono fondi comunali per garantire all’aeroporto di Malpensa servizi primari. Esistono le tabelle di ripartizione dei finanziamenti che ogni comune italiano che abbia parte del territorio occupato da aeroporti dovrebbe ricevere (dai giganti come Milano, fino ai più piccoli, come Vizzola Ticino e Ferno, occupato per il 60 per cento dallo scalo della brughiera). Il calcolo viene fatto sulla superficie occupata dagli aeroporti e sul passaggio aereo nello scalo.
«Siamo in difficoltà – spiega Vittorio Solanti,
sindaco di Samarate -. Secondo le tabelle stilate lo scorso marzo e costantemente aggiornate, dovremmo ricevere circa 150 mila euro, circa un terzo di quanto spetta a Lonate Pozzolo, Ferno e Somma Lombardo. Quei soldi li abbiamo messi a bilancio perché ci spettano: speriamo che presto si trovi una soluzione. È denaro che i cittadini hanno pagato e lo Stato ha introiettato, non vedo perché non ci debba essere versato».
Chi da sempre lamenta la mancanza dei fondi derivanti dalla “tassa sul volo” è Piergiulio Gelosa, sindaco di Lonate Pozzolo che con Ferno forma un’Unione comunale che è nata nel 2002 per far fronte alle spese provocate dalla nascita di Malpensa, ma soffre perché per molti versi non riesce a far quadrare il bilancio: «Pare che
Ancai (associazione dei comuni aeroportuali) e Governo si siano accordati per versare finalmente i soldi che ci spettano. Finchè non li vedo non ci credo – specifica Gelosa -, comunque dovrebbe arrivare un acconto a fine mese e il saldo del 2005 alla fine dell’anno: siamo sbilanciati di un anno e la ripartizione dei fondi non è equa. L’Unione dei Comuni di Ferno e Lonate Pozzolo ha contratto un debito di circa 2 milioni che non ripianerà con i fondi che arriveranno da Roma se non per metà: un debito provocato dai servizi che paghiamo per lo scalo». Gelosa poi batte cassa anche per un’altra questione, quella dell’Ici sugli immobili aeroportuali non strettamente destinati al transito (import-export, aziende e altri immobili di privati sul territorio comunale): «Avremmo diritto ad incassare le tasse su quegli immobili. Ci siamo battuti anche sul piano legale – spiega Gelosa -, ma non siamo arrivati ad un punto paradossale: i Comuni accertano, riscuotono e verificano, poi lo Stato incassa. Oltre al danno, la beffa».
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