Corridoio 5, un’iniziativa per non escludere l’Italia

Per esprimere le ragioni del mondo produttivo a favore di questa opera, Confindustria e le Associazioni territoriali del Nord Italia hanno organizzato "Una staffetta per l’Europa”

Il progetto ferroviario ad Alta Capacità del Corridoio V, che unisce l’Italia all’Europa dell’Ovest e dell’Est, ha importanza nevralgica per migliorare l’efficienza del sistema logistico nazionale, rilanciare la crescita e sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle aree emergenti dell’economia mondiale.
Il continuo rinvio delle decisioni, l’incertezza sui finanziamenti e sui tempi di conclusione degli iter autorizzativi, la prevalenza degli interessi locali su quelli generali, stanno esponendo l’Italia al grave rischio di emarginazione fisica ed economica dal processo d’integrazione europea e di apertura dei mercati internazionali.


Per esprimere le ragioni del mondo produttivo a favore di questa opera strategica per tutto il Paese, Confindustria e le Associazioni territoriali del Nord Italia hanno organizzato per oggi, martedì 21 novembre 2006, alle ore 11.15 un’iniziativa denominata “Una Staffetta per l’Europa”
, che vede coinvolte in videoconferenza diverse Associazioni Industriali del Nord Italia, da Torino a Trieste.
Tale iniziativa vede gli interventi, oltre che di diversi Presidenti di tali Associazioni Industriali, anche di Emma Marcegaglia, Vicepresidente di Confindustria per l’energia e il coordinamento delle politiche industriali e ambientali. L’evento fa seguito e si integra con quello promosso nei giorni scorsi dai Governatori delle Regioni del Nord, nell’intento di superare l’emergenza infrastruttura del Settentrione del Paese. “In questo modo – spiega il Vicepresidente di Confindustria Emma Marcegaglia – l’industria italiana intende sollecitare una più chiara e decisa azione del governo per dare certezza realizzativa e finanziaria alle opere da realizzare nelle diverse tratte, a cominciare dal collegamento Torino-Lione”.

“Bastano pochi dati – osserva Alberto Ribolla, Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese – per dimostrare l’intensità di traffico che gravita sul Nord-Ovest. Nel 2004 sono transitati attraverso i valichi alpini 154,7 milioni di tonnellate di merci (con un incremento nell’ultimo decennio del 42%), di cui il 30% su ferrovia. Tuttavia, la movimentazione su ferrovia, nello stesso periodo, è cresciuta solo del 15%, aumentando la congestione del sistema stradale. Nel 2002 i costi della congestione nell’Unione Europea ammontavano a 40 miliardi di euro e nel 2010 si stima che tale costo salirà a 80 miliardi di euro. I porti dell’Alto Tirreno e dell’Alto Adriatico nel 2004 hanno movimentato 196,5 milioni di tonnellate di merci, pari al 41 % delle merci. Nel 2005 negli aeroporti del Nord Italia sono transitate 634 mila tonnellate di merci, pari al 77% del totale nazionale. Con tutto ciò, la rete infrastrutturale continua ad essere fortemente carente, con grave perdita di competitività per le produzioni delle nostre regioni”.


Che cosa chiedete con questa iniziativa?

“Nel merito – osserva il Presidente Ribolla – le cosa da fare sono arcinote. Ecco allora che cosa chiediamo ora. Primo: quali sono gli strumenti di finanziamento che si intende utilizzare per consentire la realizzazione delle tratte già cantierate o cantierabili. Secondo: qual è il programma pluriennale di realizzazione delle tratte mancanti al fine di confermare la fondamentale logica di rete dell’investimento dell’Alta Velocità italiana. Terzo: all’interno di tale programma come si intende risolvere i problemi specifici di ciascuna singola tratta”.

Come la mettiamo con la scarsità di risorse economiche?
“Proprio perché siamo consapevoli della scarsità delle risorse disponibili – conclude Alberto Ribolla – questi quesiti non vogliono essere tendenziosi, ma, al contrario, rappresentare richieste franche la cui risposta positiva è indispensabile per la concreta attuazione di un impegno scritto nei programmi anche dell’attuale Governo”.

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Pubblicato il 21 Novembre 2006
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