“Festa dell’albero” o “Festa all’albero”?
Il circolo cittadino di Legambiente protesta contro i tagli ad alcune piante in città
Riceviamo e pubblichiamo
Niente festa dell’albero per alcune conifere di Cassano Magnago, tagliate proprio a pochi giorni dalla ricorrenza del 21 novembre. Purtroppo si tratta di un evento sempre più frequente nella nostra città. La scorsa estate è toccato ad alcuni pini di via dei Mille e via Vittorio Veneto, ad ottobre alle piante antistanti la Villa Oliva e adesso ad altre aghifoglie in via Torino.
Bisogna riconoscere che la messa a dimora di un numero notevole
di esemplari di pino domestico, effettuata un paio di decenni fa, non si è rivelata particolarmente azzeccata sul lungo periodo, trattandosi di una specie estranea alla flora di questa zona e per giunta poco adatta per l’alberatura ai margini delle nostre strade.
Questo, tuttavia, non giustifica la gestione del verde dell’attuale amministrazione, improntata a continui tagli di alberi che, ed il problema principale è questo, non vengono sostituiti in tempi rapidi e nel medesimo luogo. Oltretutto le poche piantumazioni che si sono viste in città hanno dato sovente scarsi risultati. Vedi ad esempio i cipressi del cimitero o i carpini nei pressi della colonia elioterapica, dove si contano più esemplari malconci o addirittura morti che vivi (e ci domandiamo il perché).
Il risultato complessivo è che il patrimonio verde all’interno della città si sta impoverendo e resta confinato sempre di più nell’ambito di giardini e parchi pubblici. Non è una fatto positivo, soprattutto se si pensa alla funzione degli alberi quali “filtri” capaci di abbattere l’inquinamento (in particolare per quanto riguarda le polveri) ed al loro valore culturale, simbolico, estetico e paesaggistico specialmente in un concentrato di asfalto quale è ormai la nostra città.
Insomma, ultimamente a Cassano Magnago le motoseghe stanno lavorando in modo piuttosto solerte, mentre quando si parla di mettere a dimora nuovi alberi i tempi diventano biblici. Si pensi al “bosco in città”, un progetto che l’Amministrazione Comunale ha ormai trasformato in farsa o, peggio ancora, in un’operazione mediatica virtuale, visto che dallo scorso programma elettorale ad oggi sulla stampa se n’è parlato tanto senza che finora si sia vista nemmeno una pianticella.
Tornando ai tagli, temiamo che il motivo per cui vengono effettuati sia fondamentalmente di ordine pratico, economico e gestionale. Ciò non è accettabile. Il verde pubblico serve “senza se e senza ma”. Si provveda, dunque, a stanziare i fondi necessari per una sua corretta gestione e si facciano delle campagne per ricordare la funzione e l’utilità degli alberi a chi ormai li considera soltanto elementi di disturbo che sottraggono spazio a parcheggi e vetture.
Da questo punto di vista, però, il segnale che purtroppo giunge da svariate amministrazioni pubbliche non aiuta. Nella vicina Gallarate si sottolinea che i parchi cittadini, così come sono adesso, rappresentano per lo più un costo piuttosto che una risorsa e a Cassano Magnago temiamo che ci si stia accodando. E’ la logica conseguenza culturale di un neo-liberismo esasperato, per il quale l’unico valore delle cose è quello monetario.
Continuando così si rischia di percorrere una china molto triste. Speriamo di non vedere mai istituita, in sostituzione della tradizionale festa dell’albero, una ”festa all’albero” celebrata a colpi di accetta e motosega.
Legambiente Cassano Magnago
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