I Comuni si ribellano alla Moratti

Dure prese di posizione dopo l'annuncio di un raddoppio aeroportuale. Merletti: "Non si conoscono i problemi reali"

Il sindaco di Milano Letizia Moratti lancia, i sindaci del territorio varesino intorno a Malpensa rispondono. Nessuno, nemmeno i primi cittadini più vicini politicamente a Palazzo Marino, ha accolto con favore le esternazioni della first lady meneghina, riportate dal Sole 24 Ore: una Malpensa con 20 milioni di passeggeri in più dal 2010 rappresenterebbe un disastro per il territorio. Somma Lombardo, Lonate Pozzolo, Ferno, Samarate, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Vizzola Ticino, tutti chiedono che sia il territorio varesino ad essere protagonista, senza dover subire, ancora una volta, le decisioni dall’alto di chi non conosce le reali emergenze di chi vive introno allo scalo di Malpensa. Comitati ambientalisti, Parco del Ticino, Comuni piemontesi e Cuv si sono già espressi chiedendo che il territorio varesino venga tutelato. 

Tra i più arrabbiati il sindaco di Arsago Seprio, Giorgio Merletti: «Bisogna finirla con questo trend – commenta -: chiunque apre la bocca e dice quello che gli passa per la mente senza analizzare la situazione. Le affermazioni della Moratti sono fuori controllo: va tenuta conto la realtà, bisogna fare le cose seguendo regole precise e condivise, serve una Vas (Valutazione ambientale strategica) per poi decidere fin dove può arrivare questo territorio. Siamo stufi di dover subire le decisioni di chi non ha idea di cosa vuol dire vivere a ridosso di Malpensa». Merletti ne ha per tutti: «La Provincia di Varese fa la voce grossa contro Milano, poi nel piano territoriale di coordinamento provinciale Malpensa è descritta in 4 righe, la Vas è ignorata e in sostanza lascia che siano Milano e Roma a decidere ed occuparsi del nostro territorio – prosegue Merletti -. Mi auguro che il “nuovo” presidente di Sea, Giuseppe Bonomi non faccia l’esecutore delle volontà della Moratti. Parlare con lui sarà senza dubbio più facile rispetto al suo predecessore Bencini, ma sono preoccupato: è la prima volta che c’è anche un amministratore delegato e sarà lui ad avere il portafogli. È varesino e questo va bene, ma era varesino anche nel 1997 e anche Fossa era varesino: non mi sembra abbiano fatto molto per il territorio. Prima di parlare dello sviluppo dello scalo di Malpensa ci sono cose molto più urgenti da risolvere: dai voli notturni che proseguono contro ogni legge e norme internazionale, all’alternanza delle piste. Ci vuole concretezza, non serve dar fiato alle trombe».    

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Pubblicato il 24 Novembre 2006
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