IV novembre, si ricordano soldati e volontari
Nel proprio discorso al cimitero Maggiore, il sindaco Gilli ha ricordato l’opera di pace svolta nel mondo dalle forze armate italiane
«Sono moltissimi gli Italiani, tra uomini e donne, che ogni giorno lavorano al di fuori dei confini nazionali per fornire un contributo importante alla ricostruzione, alla stabilità, al mantenimento della pace, nel segno di un impegno militare, politico e finanziario di assoluto rilievo, con particolare riguardo alle diverse operazioni di pace condotte o autorizzate dalle Nazioni Unite in tutte le principali aree di crisi nel mondo: 28 missioni di pace (di cui 6 sotto comando Onu) in 19 Paesi del mondo, con un impegno di 10mila militari». Il sindaco Pierluigi Gilli nel proprio discorso al Quadrato Militare del cimitero Maggiore di Saronno per la commemorazione del IV novembre, di fronte ai rappresententi delle forze armate, ha toccato diversi temi, ma soprattutto come è cambiato il ruolo di chi oggi veste la divisa.
«Purtroppo, nell’espletamento del servizio di pace, non sono mancati tragici episodi – ha proseguito Gilli -, che hanno visto la morte di nostri soldati: vite, per lo più giovani, di uomini e donne partiti dalle nostre terre per assistere chi attraversava momenti difficili e disperati, ma vittime di odii inconsulti, dell’incomprensione dei fanatici signori della guerra, votati alla violenza. Dai fatti di Kindu, in Congo, nell’ormai lontano 1961, quando tredici aviatori italiani della missione ONU furono barbaramente trucidati, sino ai giorni nostri, con i caduti di Nassiriya e tutti gli altri in Iraq, sono decine i caduti per la pace; tra questi, ricordiamo con particolare affetto il Tenente della CRI Maria Cristina Luinetti, proveniente dal Comitato Locale di Saronno della CRI, trucidata il 9 dicembre 1993 a Mogadiscio per mano di un fanatico somalo mentre era in missione di pace e prestava servizio presso il poliambulatorio Italia; a lei è stato dedicato il passaggio che, da Via Varese, conduce alle scuole medie superiori, con l’intento che i nostri giovani, percorrendolo tutti i giorni, abbiano motivo di riflettere sull’altruismo in forma eroica di questa giovane volontaria».
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