La scuola si interroga sulla società del futuro
Il prossimo 24 novembre nella parrocchia Kolbe si svolgerà un incontro sul problema dell'identità nella società multiculturale. Un incontro aperto agli educatori
Come sarà il sistema di integrazione culturale in Italia? Ancora è prematuro dire quale sarà il modello che il nostro Paese adotterà, ma sicuramente è tempo di iniziare a discutere su "dove va l’Italia", prima che l’integrazione diventi un’emergenza.
Tra i primi a porsi la questione è la dirigente della scuola media Pellico di Varese, Margherita Giromini, da anni impegnata sul fronte della multiculturalità: « Siamo sicuramente precursoni di un ragionamento che dovrà investire l’intera società. Ma la scuola è il naturale luogo dove tutti sono destinati a passare. Dove le problematiche si sono già presentate con le caratteristiche dell’emergenza. Oggi, che riusciamo a sollevare un po’ la testa dopo aver predisposto strumenti e politiche dell’accoglienza, possiamo iniziare a ragionare ad alta voce».
Per ragionare ad alta voce è stato scelto un giorno, il 24 novembre, un luogo, l’aula convegni della parrocchia Massimiliano Kolbe in viale Aguggiari, e un tema "Una formazione per tutti: il problema dell’identità nella società multiculturale".
Oggi nella scuola il problema dell’accoglienza è quasi del tutto governato: dal 2003 al 2006 il numero di studenti extracomunitari ha continuato a crescere.
Nella scuola dell’infanzia statale ci sono 800 bimbi stranieri ( non vengono calcolati gli ospiti delle materne private e comunali), nella primaria 3300 ( il 9,4% del totale) alle medie ci sono 2000 iscritti ( 9,4%), alle superiori sono 1500 (4,6%).
Il distretto dove gli stranieri sono più numerosi è quello di Gallarate dove gli iscritti sono il 20% del totale, mentre a Varese il primato spetta al circolo didattico della Righi.
Il nostro territorio si colloca al quarto posto nella classifica regionale, mentre il primato spetta a Mantova.
L’etnia più numerosa è quella marocchina, seguita da quelle albanese, romena, ecuadoregna, pakistana, tunisina e filippina.
«Il convegno è rivolto innazitutto agli educatori, agli insegnanti, soprattutto a quelli degli istituti superiori dove il fenomeno migratorio sta per presentarsi. Oggi ci sono casi negli istituti professionali e nei corsi della regione. Ma, a mano a mano che queste situazioni si consolideranno, la scelta dell’istruzione sarà allargata. Vogliamo analizzare con il contributo di studiosi quale risposte possiamo dare» spiega Margherita Giromini.
«È un tema dai risvolti filosofici, oltre che psicologici, che implicano una riflessione sulla propria identità in relazione a quella degli altri – sottolinea Rita Bartolini, psicologa – se non avviene questa relazione c’è il rischio di isolarsi».
Per iniziare ad affrontare il tema dell’integrazione sono stati invitati tre docenti universitari: il professor Antonio Erbetta, ordinario di storia dell’educazione europea all’Università di Torino, il professor Gianluca Giachery, educatore professionale a Torino e il professoro Claudio Bonvecchio ordinario di filosofia all’Università dell’Insubria.
Il convegno inizierà alle 8.30 per concludersi alle 16.30. Le iscrizioni si ricevono all’indirizzo segreteria@scuolapellico-varese2.it. Il costo è di 30 euro.
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