Il Lago dei cigni incanta l’Apollonio

Il Balletto di Mosca conquista Varese con le atmosfere fatate della celebre opera di Tchaikovsky

Varese torna a emozionarsi con la grazia e l’eleganza delle fiabe danzate: dopo il grande successo dello Schiaccianoci e del Lago dei cigni di gennaio 2006, la Compagnia del Balletto di Mosca è riuscita a conquistare il tutto esaurito anche nel nuovo anno, offrendo agli spettatori La bella addormentata per la serata di sabato e, soprattutto, il magnifico Lago dei cigni per la domenica. Ad attendere l’alzata di sipario, sulle note di esordio di Tchaikovsky, un pubblico vario: numerose le bambine in sala, forse danzatrici in erba ma già innamorate del balletto (c’è chi durante l’intervallo improvvisa passi di danza, e chi conosce a memoria anche i temi musicali meno famosi del Lago). Per fare onore alla romantica fiaba Il velo rubato e ai famosissimi temi musicali di Tchaikovsky il Balletto di Mosca "La Classique", giovane ma talentuosa compagnia fondata nel 1991 da Elik  Melikov, ha messo in campo i suoi quaranta ballerini, impegnati in un’esecuzione che ha sposato la perfezione formale con la capacità di trasmettere emozioni.

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Il Lago dei cigni è la storia d’amore tra il principe Siegfrid e la bella Odette, trasformata per l’incantesimo del mago Rothbart in un candido e bellissimo cigno insieme a tante altre fanciulle: i due si innamorano a prima vista e si giurano fedeltà eterna, ma il destino è in agguato. Proprio per l’intervento del malefico Rothbart, durante un ballo a corte compare Odile, il "cigno nero", sosia perfetta di Odette ma dall’animo perverso, cui Siegfrid per una tragica fatalità giura amore eterno: la contrapposizione tra Odette e Odile, figure femminili opposte, è tipicamente romantica. La candida e pura Odette rappresenta metaforicamente il Bene, mentre la nera Odile incarna il Male, in una trama che può essere concepita come l’avventura della formazione dell’uomo. Suggestiva l’interpretazione delle due ballerine del Balletto di Mosca, che hanno caratterizzato il proprio personaggio con tonalità di danza molto diverse: se Odette è delicata e leggiadra, sfiora nuotando le acque del lago, e le gambe fremono come soffici piume, Odile si muove in modo molto più audace ed aggressivo, porta avanti la classica seduzione del Male su temi musicali più potenti.

Il finale, ancora tipicamente romantico – Il lago dei cigni, primo della trilogia di balletti composta da Tchaikovsky, risale al 1875 – proclama la vittoria dell’amore sulla morte: accortosi dell’errore Siegfrid corre al lago a chiedere perdono all’amata, ormai morente, uccide Rothbart e annega nelle acque del lago, unendosi con lei per l’eternità. Nella conclusione il famoso tema del cigno, che con variazioni ricorre per tutta l’opera, finisce col prevalere sulle altre musiche e si trasforma in una grande marcia trionfale, la vittoria dell’amore.

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Pubblicato il 15 Gennaio 2007
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