I pirati di San Giuseppe all’assalto del Carnevale bustocco
Un gruppo di volontari della parrocchia lavora ogni anno all'allestimento di un carro a tema: quest'anno è la volta del mare e dei suoi corsari
Se l’organizzazione dei festeggiamenti per il carnevale è da anni assegnata alla Famiglia Sinaghina, anche all’altro capo della città che chi si impegna per mesi in vista dell’evento. È il caso del gruppo rionale di San Giuseppe che, come tutti gli anni, propone anche in questo 2007 un suo carro a tema, per la fatica dei grandi che ci lavorano e la gioia dei piccini che ci saliranno. Quest’anno il carro rappresenta un vascello pirata; un lavoro che come sempre ha richiesto qualche mesetto di applicazione da parte di una ventina di persone.
«Il nostro lavoro si avvia dopo l’estate, quando dalla parrocchia ci viene assegnato un tema generale, quest’anno "il mare sopra e sotto"» spiega Pietro Armiraglio. E per mettere sottosopra il mare, cosa c’è di meglio di una nave pirata? Per arrivarci, però, occorre lavorare di olio di gomito al freddo (il carro è cortesemente ospitato dal proprietario di un cortile di viale Stelvio) e per molte sere. Infatti i "carristi" di San Giuseppe, in media sui quaranta-quarantacinque anni, di giorno hanno il loro da fare: ci sono operai, elettricistici, idraulici, impiegati, un ambulante, un paio di agenti della Guardia di Finanza… Accanto all’"arsenale" in cui viene allestito il carro carnevalesco c’è un locale piuttosto ampio dove la sera di sabato 24, a feste terminate, si riunirà tutta la comunità che ha preso parte al lavoro e alla sfilata (oltre un centinaio di persone, nel complesso), con famiglie e amici, per la classica tavolata finale.
Ma come nasce il gruppo dei creatori di carri? Parrà strano, ma per eredità. Come racconta Ezio Gallazzi, «È una decina d’anni che lavoriamo ogni autunno-inverno a creare un carro diverso: abbiamo ereditato da chi si prendeva questa briga in passato il diritto-dovere di realizzare il carro su cui caricare i ragazzini.. e la passione per farlo. E tutto senza finanziamenti nè patrocini particolari, a parte qualche minimo contributo dalla parrocchia». Nella creazione del carro i volontari sono stati aiutati da alcuni ragazzi del Liceo Artistico "Candiani" coordinati dalla professoressa Bonfanti: «si sono occupati di dipingere là dove occorreva qualche figura, un po’ di colore… tra di noi artisti del pennello non ce n’erano, e così…» si è fatto ricorso ai "professionisti" del settore. Quanto alla struttura del carro, prosegue Gallazzi, «si parte dal comune carro agricolo con sponde di sicurezza in metallo e man mano gli si montano su gli elementi desiderati, impiegando legno, stoffa, parti in metallo, e colorando con vernici ad acqua. Sempre di sera, al freddo, alla luce fioca di alcune lampade da garage. Nel frattempo in varie case del rione si lavora silenziosamente a preparare e cucire i costumi da pirati per i ragazzi: maglietta a righe stile marinaio ligure, bandana d’ordinanza, eccetera. Il resto è, ovviamente, segreto. E anche gli ultimi preparativi, a carro ormai ultimato, con la "mescola" dei coriandoli pronti per essere sparati a pioggia, all’interno del locale semibuio, assumono l’aspetto di un sabba.
Sabato 24 febbraio è l’appuntamento per la sfilata conclusiva del carnevale: i carri organizzati dai vari gruppi sfileranno in centro, aggiogati ai classici trattori, incluso quello "piratesco" di San Giuseppe. Pare però che la battaglia navale nella fontana di piazza Garibaldi sia da escludersi. E si spera bene che il carro dei pirati non incontri sulla sua strada quello dedicato da altri volenterosi ad Asterix, Obelix e compagnia, notoriamente dotati di pozione magica...
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