Inzaghi: “Non mi piego perché a tutto c’è un limite”
Il direttore di Rete55 spiega le ragioni delle polemiche con il Sindaco Fontana
Per due giorni il telegiornale di Rete55 ha aperto le notizie con la querelle con il Sindaco. C’è stata una trasmissione e poi due pagine intere acquistate sui quotidiani cartacei locali. Un livello di polemica mai visto tra un media, la sua proprietà e un’amministrazione.
Direttore come mai hai deciso di alzare così i toni?
«Il Sindaco non ha ammesso un torto grave. Voleva usare lo spazio autogestito dell’amministrazione comunale per parlare del suo partito e del suo congresso. Inoltre attaccava il direttore della stessa testata oltretutto sulla base di cose infondate. L’intervista poi non è stata oscurata ma mandata in onda nello spazio di replica giusto e non a spese di tutti i cittadini, visto che tra Rete55 e il comune c’è un contratto commerciale per quello spazio autogestito».
Ma credi che era il caso di fare delle pagine pubblicitarie?
«Questa domanda va rivolta all’amministrazione della televisione non a me. È l’unica scelta che non competeva al mio ruolo. A me poi è stato chiesto di scrivere un editoriale che riassumesse quanto successo e io l’ho fatto».
Come finirà questa vicenda?
«Non lo so, ma io non mi piego perché a tutto c’è un limite. Il Sindaco ha diritto di replica e può esercitarlo sempre, ma ripeto negli spazi opportuni».
In passato non era mai successa una cosa simile, come mai proprio ora?
«La risposta è sempre quella. Mai in dieci anni un Sindaco aveva usato lo spazio autogestito per questioni di partito. Fumagalli telefonava e chiedeva lo spazio per replicare».
Tu ne hai fatto una questione di libertà di stampa, ma non pensi ci sia anche uno scontro di potere in atto?
«Assolutamente no! La questione non nasce per ragioni politiche, ma a seguito di una palese violazione di un contratto. Sento anche io tante voci su presunti interessi politici, ma non c’entrano niente»
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