«Salvate i leprotti»
OIPA, Legambiente e LIPU si mobilitano contro l'autorizzazione alla caccia al silvilago (un tipo di lepre americana) nell'area della sede della Polizia stradale
La Provincia chiama in soccorso le doppiette e gli ambientalisti insorgono. Nulla di nuovo sotto il sole, non fosse che il luogo prescelto per scatenare i cacciatori è quantomeno singolare. Si tratta infatti dei terreni circostanti la caserma della Polizia stradale di Olgiate Olona, dove si moltiplicano esemplari di mini-lepre o silvilago (Sylvilagus floridanus). Gli animali, originari del Nordamerica e introdotti proprio a scopo venatorio a partire dal 1966, hanno trovato un habitat ideale in questa zona poco frequentata dai cacciatori.
OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), Legambiente e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) confermano la reciproca "santa alleanza" in difesa dell’ambiente e degli animali: pur consci dei danni che la presenza dei simpatici animaletti causa all’agricoltura, sono contrari alla caccia indiscriminata, e citano le contraddizioni fra quanto affermato giovedì 8 febbraio scorso dall’assessore provinciale all’agricoltura Bruno Specchiarelli, circa l’asserita necessità di procedere ad abbattimenti, e quanto detto due giorni dopo dal il commissario capo del nucleo faunistico della polizia provinciale, Mario Comolli. Secondo quest’ultimo non vi sarebbe stato nessun abbattimento e anzi le mini-lepri sarebbero state catturate, visitate da un veterinario e poi rilasciate laddove ve ne erano di meno, cioè a due o tre chilometri di distanza dalla zona in cui oggigiorno dimorano. Morale: un rapido dietrofront.
Ma gli ambientalisti non abbassano la guardia: temono che la cattura delle mini-lepri ed il loro successivo rilascio a "due o tre chilometri di distanza" possa rivelarsi un rimedio provvisorio. Le associazioni ritengono infatti che "il modo migliore per contrastare certe situazioni di disequilibrio ecologico (come lo è la presenza di fauna nord-americana nei pressi di Busto Arsizio) sia quello di prevedere, pianificare (anche a livello di piani faunistici) ed attuare quei miglioramenti ambientali finalizzati a favorire i predatori naturali che potrebbero garantire nel tempo il contenimento, nel caso specifico, delle mini-lepri".. Al contrario "le soluzioni cruente, invece, finirebbero inevitabilmente per essere peggiori del problema di partenza per più motivi": si citano la dispersione di "ingenti quantità di piombo", tossico, rilasciato dai proiettili dispersi. In ogni caso i danni all’agricoltura devono essere quantificati e risarciti, scrivono gli ambientalisti; quanto ai "piani di abbattimento" attuati anche al di fuori della caccia già praticata nei periodi canonici, si rileva come essi "potrebbero addirittura indurre in tentazione chi, privo di qualunque scrupolo, si vedrebbe incentivato a nuove immissioni che garantirebbero una stagione venatoria supplementare". Traduzione: sapendo che il "condono" sotto forma di prolungamento della stagione venatoria è dietro l’angolo, si incoraggerebbero di fatto comportamenti illegali, oltre che per nulla rispettosi dell’ambiente
Sulla base di quanto sopra OIPA, Legambiente e LIPU chiedono all’assessore Specchiarelli il ritiro immediato dell’ordinanza con cui si decreta l’abbattimento delle mini-lepri, "la cui proliferazione occorre sia gestita e contrastata biologicamente attraverso quei miglioramenti ambientali di cui beneficerebbe l’intera collettività".
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