Dipendenti comunali in assemblea: «riprendere le trattative o andiamo dal Prefetto»
Clima ancora pesante in Comune: se entro quindici giorni l'amministrazione non convocherà un tavolo con le rappresentanze sindacali, si minaccia l'agitazione
Situazione pesante sul fronte dei dipendenti comunali. È una lunga storia che prosegue "ad elastico", con fasi alterne di tensione e pace armata quella fra dipendenti e amministrazione, ma la corda è logora e minaccia di rompersi. L’assemblea dei lavoratori indetta stamattina al Museo del Tessile ha offerto indicazioni chiare dell’indisponibilità dei dipendenti comunali a sopportare oltre una situazione che non consente loro di lavorare al meglio. L’irritazione è tanta, e l’assemblea alla fine ha votato all’unanimità una mozione per cui entro se entro quindici giorni al massimo il Comune con convocherà ad un tavolo i rappresentanti sindacali per una discussione seria e globale dei problemi sul piatto, si andrà dritti dal Prefetto per un estremo tentativo di conciliazione prima di un possibile sciopero.
Numerosi i problemi denunciati, come riferisce Fausto Sartorato di SdL-Intercategoriale: «Il clima è di profonda sfiducia, qui è cambiata l’orchestra ma la musica è la stessa, l’amministrazione sa "vendersi" bene, ci tiene buoni ma il tempo passa enon stringiamo niente». Si va dalla questione precari, la prima e più importante («oggi ho mostrato l’accordo fatto a Milano per lo stesso problema, già il novembre scorso e senza attendere troppe precisiazioni da Roma: vogliamo un impegno nero su bianco»), al tema infinito dell’organico comunale, ancora ai minimi termini; e ancora il regolamento relativo alla reperibilità non si è visto, e così la costituzione del fondo premi di produttività per il 2007, che doveva essere definito entro fine gennaio. Infine, la questione delle carriere: sia per la progressione orizzontale (ex scatti d’anzianità) che per quelle verticali ci sono problemi, e si denuncia la scarsa valorizzazione del personale interno, esacerbata dalla mancanza di una formazione professionale adeguata. «Qui l’unico accordo strappato finora è stato quello di noi agenti di Polizia locale: ma siamo dovuto andare ben due volte dal Prefetto per farci ascoltare» sottolinea Sartorato.
Piena solidarietà ai dipendenti comunali è stata espressa da due consiglieri comunali che hanno seguito l’assemblea, Mario Cislaghi (L’Altra Città) e Antonello Corrado (Rifondazione Comunista). «Il nostro impegno comune perchè si chiarisca la situazione riparte già da lunedì, con la prossima riunione di commissione sui precari» annuncia Cislaghi. «Moralmente ci sentiamo con loro» aggiunge Corrado, «anche perchè le battaglie per i dipendenti comunali sono battaglie per i cittadini. Se chi lavora in comune ha i mezzi – e i numeri – per poter lavorare bene, è un beneficio per tutti. Poi è ora di finirla di dire che i dipendenti pubblici sono tutti dei lavativi. Qui mancano i numeri minimi per garantire un servizio decente, il personale è demoralizato, persino l’informatizzazione degli uffici è in ritardo di anni. Al centrodestra dico questo: basta sparate e specchietti per le allodole, è tempo di agire».
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