Giunta in crisi: l’accordo salta sugli attacchi tv

Ancora un vertice di maggioranza fallito. Fontana: adesso non so cosa succederà. Lega e Udc ai ferri corti

Il centrodestra non si mette d’accordo. Lega e Udc rimangono muro contro muro e chi ne fa le spese è il sindaco Attilio Fontana e la sua giunta, che diventano a questo punto sempre più a rischio. Stretta in mezzo a una lotta tra i partiti, all’amministrazione comunale non rimane che prendere atto che non c’è in questo momento la fiducia di tutta la coalizione, e che da ora in poi si naviga a vista.

Fontana lo dice chiaramente e dopo la fine della riunione di maggioranza che ancora una volta ha dato come risultato una fumata nera, dichiara che “non ci sono le condizioni per un accordo quindi domani decideremo che cosa fare”.
Il vicesindaco Giampaolo Ermolli parla di un difetto di comunicazione tra i partiti. “Abbiamo fatto tutto il possibile, forse non ci siamo compresi – sottolinea – siamo dispiaciuti che questa sera non si sia chiuso l’accordo”. Già, ma che cosa non ha funzionato? “Ora non saprei dire ai cittadini perché ci sia questa situazione” commenta amaro il sindaco, e anche Ermolli afferma di non comprendere certe motivazione che hanno portato a questa situazione di stallo.
La discussione però è stata serrata, a tratti segnata da urla. Inizia tutto alle 17 e 20, le delegazioni entrano in conclave, sala giunta di palazzo estense, fuori tira un vento gelido, dentro il clima è torrido. La discussione, così come l’hanno ricostruita diversi partecipanti, è a tratti tesa, ma imbocca una strada costruttiva. Aldo Colombo, il capogruppo in consiglio di Forza Italia  – vicino alla componente di Cl – si incarica di scrivere un documento che sintetizzi le diverse sensibilità. Nel tardo pomeriggio le posizioni sembrano avvicinarsi. Si ribadisce la stima al sindaco. Ma soprattutto il testo contiene elementi di critica per alcune scelte fatte dal management delle aziende pubbliche, compresa una sfiducia politica nei confronti dei vertici di Varese Risorse, la partecipata in cui è stato nominato un direttore generale non previsto dallo statuto. Il documento sembra funzionare, ma in testa contiene anche un passaggio che sta molto a cuore alla Lega Nord, ovvero la condanna agli attacchi mediatici contro il sindaco. Un passaggio che fa riferimento alle inchieste di Rete 55 sulle nomine pubbliche targate Lega. L’Udc non ci sta. Gli ex Dc, che hanno posto al centro della verifica proprio le società partecipate e la trasparenza nella loro gestione, in sostanza considerano quel passaggio un attacco ai giornalisti che hanno sollevato un problema che esiste e va superato.
Il punto è dolente, la posizioni si radicalizzano. Forza Italia e An tentano di mediare. Salvatore Giordano, assessore al commercio di An, propone una nuova formula: fiducia al sindaco “a fronte delle questioni emerse mediaticamente”.  Grammaticalmente un po’ meno sexy, ma "politically correct".
Fabio Binelli, segretario cittadino della Lega, non ci sta: vuole che si parli esplicitamente di attacchi, “questioni emerse mediaticamente” è troppo vago. “Non si può far finta che la campagna contro la giunta non ci sia stata – commenta il leghista a bocce ferme – i passi indietro non dobbiamo farli solo noi”. Ma ormai le posizioni sono bloccate. Binelli sorride e dice che se ne riparlerà domani “dopo molta camomilla”. Il sindaco è parso amareggiato e ha detto di non poter dire di preciso come andrà a finire. L’Udc ritiene di aver posto una questione di trasparenza sulle nomine pubbliche che non poteva essere oscurata da condanne verso la stampa che ha creato il caso. Punto e a capo. Un’ultima cosa: oggi si è discusso solo del preambolo alla verifica, tecnicamente non si è nemmeno entrati nel vivo. Può durare a lungo.

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Pubblicato il 20 Marzo 2007
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