Presepe mozzato a Samarate: ecco la storia
Riceviamo e pubblichiamo la spiegazione di Ludovico Aspesi in merito alla polemica che ruota intorno ad un presepe comprato, dimenticato e riscoperto
Riceviamo e pubblichiamo
Un comunicato a firma Lega Nord e Lista Civica di Samarate, pubblicato su Varesenews l’11/01/07, si chiudeva con la segnalazione del “.. grave e inaudito fatto del PRESEPE MOZZATO”!
A distanza di tre mesi, in un volantino a firma congiunta di Forza Italia-Lega Nord e Lista Civica per Samarate , si informa la cittadinanza di avere scoperto mandante ed esecutore del “delitto” nelle persone del Sindaco e di un Assessore e se ne chiedono con forza le dimissioni!
Mi sono riproposto nei mesi trascorsi di ricostruire, dopo attenta ricerca documentale, i fatti.
Leggo nella Determina n. 3262 del 12/12/2003 che l’Assessore alla Cultura (leghista) della Amministrazione di centro-destra del Comune di Samarate, residente a Gallarate, ha proposto alla Giunta: “di realizzare, presso il Piazzale del Municipio, un presepe in occasione del Santo Natale”.
Ha proposto inoltre l’acquisto di tale presepe da una ditta di Gallarate. (In internet risulta rivenditore di piastrelle per pavimenti e rivestimenti; inoltre sempre in internet il titolare risulta essersi candidato nel 2006 alle elezioni come consigliere comunale e di circoscrizione a Gallarate nelle liste della Lega Nord). Il costo di tale presepe è di 3.000 Euro (sei milioni delle vecchie lire), metà a carico del Comune e metà a carico della A.S.S.C., azienda comunale con i bilanci in deficit!
Da una foto a colori, distribuita dalla Lega Nord in Consiglio Comunale il 22/12/06, ricavo la descrizione di quella che è stata definita dalle attuali minoranze una “opera d’arte postmoderna”!
Il Bambino Gesù è rappresentato da una piastrella da rivestimento in mosaico a tessere gialle.
I fondali sono realizzati con piastrelle da rivestimento in mosaico a tessere blu.
I personaggi di Giuseppe e Maria sono costituiti da dei manichini da sartoria, cioè dei tronchi umani privi di testa, braccia e gambe e rivestiti da tessere di piastrelle in mosaico bianco e azzurro.
Le gambe sono realizzate con dei treppiedi in ferro velati da stoffe. Le teste sono costituite da anelli in ferro ai quali sono appesi per Giuseppe la kefia araba e per Maria un velo azzurro.
Dalla didascalia sotto la foto scopro che il presepe, forse per un soprassalto di pudore, anziché sul Piazzale del Municipio, ove sarebbe stato esposto alla visione di tutti, venne invece realizzato nel “Cortile delle Balaustre” situato all’interno del Parco del Montevecchio.
Ho saputo che il presepe poi è stato immagazzinato e mai più riproposto nei due anni seguenti di durata in carica dell’Amministrazione di centro-destra!
Che cosa ha provocato la diatriba tra Amministrazione e minoranze?
In un volantino delle minoranze, distribuito domenica 17/12/06, si stigmatizzava la non voluta valorizzazione del Natale da parte della Giunta di centro-sinistra e pertanto la mancanza di presepi e luminarie promosse dall’Amministrazione. Notare che nell’atrio d’ ingresso del Municipio si poteva vedere un albero di Natale con ai piedi un presepe tradizionale.
Le luminarie nelle strade invece sono sempre state realizzate nel passato dai commercianti, i quali da qualche anno hanno cessato di promuovere tale iniziativa.
Alcuni membri della attuale Amministrazione giovedì 21/12/06 hanno riesumato dai magazzini quanto restava della “opera d’arte postmoderna” e l’ hanno esposta in visione in Piazza Italia a Samarate unitamente ad alcune copie del volantino delle minoranze e ad un cartello che esplicitava:
che si trattava di un presepe; che era stato acquistato dalla precedente amministrazione, citando data e numero della delibera e quanto era costato alle casse comunali.
Quanto esposto, se era ciò che restava dell’originale, rendeva evidente quanto ci si era preoccupati di conservare convenientemente la “opera d’arte postmoderna” costata così tanto!
Mancavano: la piastrella rappresentante Gesù Bambino; gli anelli rappresentanti le teste e i relativi copricapi kefia e velo. Ed ecco spiegato il “PRESEPE MOZZATO”. Di questi fatti sono testimone.
Scattava la reazione delle minoranze: un consigliere comunale di Forza Italia asportava il cartello rendendo così impossibile ai passanti di rendersi conto di che cosa si trattasse.
Seguivano poi a più riprese richieste di conoscere i responsabili dell’esposizione, minacce di denunce, seguite da ultimo da reiterate richieste di dimissioni.
E la guerra continua, in un clima da romanzo “Mondo piccolo” del buon Guareschi.
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