Vigili del fuoco in piazza il 30 marzo

Il corpo nazionale contro la finanziaria per una ridefinizione dei contratti

Sarà il 30 marzo il momento di porre le questioni dei Vigili del fuoco con fermezza, non certo negli scioperi dei sindacati CGIL CISL e UIL annunciati ad orologeria quando già i lavoratori sono in piazza e con lo scopo di recuperare terreno.

I Vigili del fuoco sono fuori dai giochetti della concertazione che ha portato alla sfascio un corpo nazionale sempre presente sul territorio, per questo hanno scelto il 30 marzo per scendere in piazza, per scioperare e manifestare contro le politiche di riforma che coinvolgono la categoria e tutto il pubblico impiego. Nella piazza unitamente ai lavoratori dei vari settori della pubblica

amministrazione a testimonianza del particolare disagio che sta vivendo oggi il Corpo nazionale di Vigili del fuoco il momento è particolarmente grave e preoccupante poiché riporta all’attualità momenti considerati superati e/o sepolti.

La nuova tipologia contrattuale, il pubblicistico, ripropone infatti una rigida gerarchizzazione, una modalità relazionale fino a ieri dimenticata e soppiantata da relazioni basate sul “sentire le organizzazioni dei lavoratori”. Oggi, nostalgici ideologi, mescolati addentro all’intero panorama partitico nel continuum destra sinistra, ripropongono una formula giustificabile meramente in uno scenario internazionale da guerra fredda post seconda guerra mondiale, con dentro i Vigili del fuoco che sottratti dal soccorso alla popolazione.

I Vigili del fuoco solidarizzano con tutto il pubblico impiego attaccato selvaggiamente dai detrattori nonché responsabili di quest’ondata riformista, calata dall’alto sul capo del pubblico dipendente.

I Vigili del fuoco in piazza per urlare no allo smantellamento del corpo nazionale. Contro questa finanziaria che ha svenduto una risorsa come il soccorso tecnico urgente, non prevedendo nemmeno le risorse ordinarie per i comandi provinciali dei VV.F. oggi indebitati pure per pagare i carburanti

dei mezzi di soccorso (comandi che hanno oltre 900 mila euro di debito con i fornitori e non si vedono soluzioni ).

Nessun acquisto di mezzi di soccorso, nessun riconoscimento della categoria a contatto con agenti usuranti, e per giunta ancora tagli al sistema previdenziale sempre in accordo con i sindacati concertativi.

Uno sciopero finalizzato a rilanciare diritti salario e democrazia e contro le

burocrazie dei sindacati concertativi

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Pubblicato il 28 Marzo 2007
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