“Blocco H – Dialogo di un angelo e l’allodola” in scena a Comunità Giovanile

Un dramma teatrale per ricordare la tragica vicenda di Bobby Sands, militante dell'IRA rimasto vittima 26 anni fa dello sciopero della fame contro le disumane condizioni di detenzione

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 5
maggio 2007 alle ore 21.30, presso la sede dell’Associazione
Comunità Giovanile (V.lo Carpi 5, Busto Arsizio),
andrà in scena uno spettacolo teatrale, allestito dalla
Compagnia Vertex Teatro, denominato BLOCCO H. DIALOGO DI UN ANGELO E L’ALLODOLA.

 

Si tratta di uno spettacolo teatrale in memoria di Bobby Sands ,
militante dell’I.R.A. ( Irish Republic Army) che morì presso
l’ospedale del carcere di Long Kesh dopo 66 giorni di sciopero della
fame, il 5 maggio del 1981. Vicenda assai significativa, tanto che si
registrò l’intervento di Papa Giovanni Paolo II.

 

Il
titolo della rappresentazione teatrale prende spunto, da un lato dal
famigerato blocco (il Blocco H di Long Kesh per l’appunto) dov’erano
detenuti i prigionieri  che militavano
nella vita per la libertà dell’Irlanda del Nord, un blocco dove
la tragedia era prassi quotidiana, la vita dei carcerati ai limiti
della sopportazione umana data le estreme condizioni cui erano
costretti sottostare. Dall’altro lato, "dialogo di un angelo e
l’allodola" è ispirato dallo stesso Bobby Sands, il quale,
nonostante le precarie condizioni di vita riuscì a vergare
pagine di autentica drammaticità vissuta che sono giunte fino a
noi con il libro della Feltrinelli UN GIORNO DELLA MIA VITA a cura
italiana di Silvia Calamati. Allìinterno di questo volume c’è
una parte che tratta per l’appunto dell’allodola quale simbolo di
libertà.

 

Insomma
ci sono tutti gli ingredienti affinché il teatro si rimpossessi
di quella rappresentazione tragica del reale che gli compete,
quell’urlo di libertà, ora e sempre, che nessun uomo che si
definisce tale può dimenticare. Come non possiamo dimenticarci
che appena 26 anni fa, nella civile Inghilterra e nella sua propaggina
nella terra del famoso cielo, si poteva ancora morire per uno sciopero
della fame, il quale serviva a rivendicare uno status di prigioniero
politico, quale realmente era la vicenda di Bobby Sands e degli altri
hunger strikers che con lui condivisero questa scelta tragica.

 

Sotto
l’abile regia di Claudio Ceranto, Vertex Teatro non mancherà di
coinvolgere gli spettatori con lo spettacolo messo in scena che oltre
ad appassionare avrà senza dubbio la capacità di far
riflettere. Tra il cast segnaliamo la partecipazione di Barbara Ferullo
e l?aiuto tecnico di Tommaso Colombo.

 

Vorremmo ora concludere con la celebre frase dello stesso Bobby Sands:

"Accettare
lo status di criminale significherebbe degradare me stesso e ammettere
che la causa in cui credo e di cui mi nutro è sbagliata. Possono
tenere i nostri corpi nelle più inumane condizioni, ma
finché la nostra mente rimane libera, la nostra vittoria
è certa".

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Maggio 2007
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