Manca il personale e i pompieri “chiudono” la caserma

Carenza di organico, ma aree strategiche come Malpensa hanno la precedenza. Non ci sono più i militari di leva e si ricorre ai precari

A Somma Lombardo può capitare di richiedere l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento cittadino e di dover aspettare una squadra da Busto o Varese. Qui infatti, come in altri distaccamenti come quello di Saronno, a volte i Vigili vengono richiesti a Malpensa. Non solo in caso di intervento, ma anche – anzi spesso -, per sostituire il personale del distaccamento dell’aeroporto.
Questa è la conseguenza di un semplice calcolo matematico. Il distaccamento di Somma ha un organico di sette persone per turno (29 vigili complessivamente) e per poter intervenire in caso di una richiesta di soccorso serve una squadra composta da minimo da cinque persone. Se sono in meno di cinque, possono solo uscire a supporto di altre squadre. Malpensa ha invece un organico di circa 40-45 vigili e deve sempre essere garantita – giorno e notte – la presenza di almeno 25 di loro. Quando il comando centrale di Varese non è in grado di garantire questa presenza allo scalo varesino – ad esempio per problemi di malattie, licenze e corsi di aggiornamento – chiama in sostituzione  personale da altri distaccamenti, come quello sommese.

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La carenza di personale è un problema che interessa non pochi ambiti lavorativi e i Vigili del fuoco della provincia di Varese non sono da meno. «Ormai la situazione è invivibile – ci spiegano dal distaccamento di Somma -. Da inizio maggio siamo rimasti chiusi il 7, l’11, il 14, la notte del 15, il 22, il 23, il 27 e il 30: sono ben otto turni. Di solito lo sappiamo con circa due giorni di anticipo, ma a volte veniamo avvisati il mattino stesso». Una soluzione tampone, e chiaramente temporanea, è quella di far ricorso a personale precario. Generalmente si tratta di ex militari di leva o ragazzi che hanno portato a termine il primo corso di 120 ore e che compongono il Gruppo dei volontari. Hanno contratti che durano 20 giorni e che vengono via via rinnovati fino a un massimo di 180 giorni all’anno.
«I volontari ci danno un pò di ossigeno – commenta Giulio De Palma, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco -, ma questa non è una soluzione».

L’organico provinciale è deciso a livello nazionale ed è poi il comando di Varese a gestire la spartizione fra le varie aree del territorio, ma senza una specificità per area. Ciò significa che ogni sede ha un “organico teorico”, che per Somma è appunto di 29 vigili e per Malpensa di oltre 40, ma in caso di necessità possono essere spostati su altre zone. In particolare ci sono delle aree strategiche che hanno la precedenza. «Malpensa è una di queste – continua De Palma-, ma i vigili di Somma possono essere spostati anche su Busto o Varese. Cerchiamo di garantire un equilibrio fra le presenze: evitiamo di sovrapporre ad esempio ferie e corsi di aggiornamento, ma non possiamo fare nulla per imprevisti come le malattie. In ogni caso la copertura sul territorio è garantita: Saronno e Somma sono due aree strategiche, ricorrere a loro è il male minore per la provincia perchè Busto può coprire anche la loro zona. A Luino, isolata, non si può togliere personale».

Varese, naturalmente, non è certo un caso isolato. «A livello nazionale manca circa il 30 per cento del personale necessario – conclude De Palma -. Tutto questo va a danno della qualità del nostro servizio. La soluzione è tornare all’ “organico effettivo ed efficace” di qualche anno fa, organico che poteva anche avvalersi della presenza dei militari di leva. Oggi questa risorsa non c’è più».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 31 Maggio 2007
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