«Se Tradate continua così, saremo la periferia di Milano»

Luca Carignola è il candidato sindaco del centrosinistra e punta il proprio programma sullo stop all’edificazione e al potenziamento dei servizi sociali

È il più giovane dei candidati sindaco che si presentano alle prossime elezioni del 27 e 28 maggio. Ma di esperienza politica ne ha molta, fin da quando era segretario provinciale della sinistra giovanile. Luca Carignola, avvocato, ha 32 anni, è iscritto ai Democratici di sinistra, ed il candidato della coalizione del centrosinistra, composta da Ulivo per Tradate, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani.

Perchè ha deciso di candidarsi?
«Ho passato cinque anni all’opposizione, e ho avuto modo di veder approvare provvedimenti che hanno stravolto Tradate, e ciò sarà ancora più chiaro nel prossimo futuro. Ho quindi pensato che per il bene della città i prossimi cinque anni dovranno essere radicalmente diversi; per questo mi è sembrato doveroso espormi in prima persona, nonostante questo richieda grandi sacrifici».

Il centrosinsitra per la prima volta è sotto un’unica lista. Come si è arrivati a questa decisione?
«È la logica e naturale conseguenza di un lavoro comune fatto dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale, durante i quali abbiamo lavorato insieme, riunendoci costantemente prima dei consigli, votando in piena sintonia e facendo opposizione in città con comunicati stampa e manifesti. Con queste premesse noi abbiamo presentato un unico programma, mentre il centro destra un programma unico non ce l’ha, perché la loro è un’unità solo di facciata: hanno trovato un accordo solo poche ore prima della scadenza del termine per la presentazione delle candidature, e questo la dice tutta sul loro grado di coesione».

Quali sono i tre punti principali del vostro programma?
«Il nostro è un programma molto ampio e articolato, pensato per essere realizzato nell’arco di cinque anni. I filoni di intervento saranno tre: una politica del territorio radicalmente diversa rispetto a quella condotta finora, fatta di tanta cementificazione senza senso; ci vuole quindi uno sviluppo compatibile con l’ambiente, e interventi importanti in campo viabilistico. Bisogna poi investire molto di più sul fronte dei servizi, ossia nel campo del sociale, dove è mancata una vera progettualità, specialmente per gli anziani, e nel campo della sicurezza, trovando risorse per il vigile di quartiere. Occorre infine amministrare con la massima trasparenza, e far partecipare i cittadini alla vita amministrativa della città: per questo chiediamo, tra l’altro, l’istituzione del difensore civico».

Cosa critichi maggiormente all’amministrazione uscente?
«L’eccessiva costruzione di edilizia residenziale privata, non certo una necessità per Tradate, è stata una scelta sbagliata in sé, e comunque molto del denaro entrato nelle casse comunali non è stato speso per cose utili, anzi molto si è sprecato; la maxicementificazione in atto alla Fornace, che rischia di desertificare il centro cittadino e di avere pesanti ricadute in termini di maggior traffico e inquinamento; la mancanza di ascolto dei cittadini, che ha fatto sì che venisse approvato in sordina proprio l’intervento sulla ex Fornace, mentre invece era doveroso coinvolgere la popolazione su una scelta di questo genere».

Cosa si dovrebbe fare ora?
«Salvare il salvabile, ossia bloccare quello che si può bloccare, perché i dati ci dicono che molte delle abitazioni che si stanno costruendo rimarranno vuote, e compensare il cemento con nuove aree verdi, ad esempio presso il campo sportivo di via Roma oppure presso P.za Mercato, quando verrà pronta quella nuova. Le nuove costruzioni poi dovrebbero obbligatoriamente essere dotate di pannelli solari e di vasche di recupero dell’acqua piovana».

Qualcosa di buono è stato fatto in questi anni?
«Via Pindemonte è un intervento di riqualificazione che ha avuto un senso, e l’amicobus è stata un’iniziativa lodevole, che secondo noi va potenziata: per questo proponiamo sia reso gratuito per i cittadini con più di 65 anni».

In quale situazione si trova oggi la città?
«In questi anni si è badato molto all’estetica, sperperando anche molti quattrini, ma la città è ancora in attesa di servizi e opere realmente utili: erano stati promessi centri aggregativi per anziani, per giovani e per i rioni che non sono stati realizzati; non è stato costruito un vero parcheggio per il centro, mentre la ristrutturazione di villa Mangiagalli e di P.za Mazzini sono state inspiegabilmente posticipate».

Se fosse eletto cosa farebbe per prima cosa?
«Dotare Tradate di un centro anziani degno di questo nome presso la ex biblioteca di via Mameli, nominare il Difensore Civico e abbassare l’indennità per la carica di sindaco».

Il suo sogno per tradate?
«Quando ero un ragazzino mi capitava di passare il sabato pomeriggio per Corso Bernacchi; ne conservo un bel ricordo perché il centro di Tradate era gremito di gente, oggi non è più così. Mi piacerebbe che Tradate torni ad essere una città viva e serena».

Otto candidati sindaco e 13 liste. secondo lei cosa è successo?
«Molto onestamente credo che vi sia un problema legato al ritorno del proporzionale, che ha scatenato voglia di visibilità da parte di troppi; comunque è anche evidente che il modo in cui è stata amministrata la città in questi anni ha fatto sì che sia diffusa la volontà di avere un Sindaco e una Giunta diversi da quelli uscenti».

Come convincere gli elettori a votare centrosinistra?
«Se Tradate continua ad essere amministrata così rischia di essere inglobata nell’estrema periferia milanese; noi invece siamo convinti che si può ancora tornare ad avere una città a misura d’uomo, che non ha bisogno di nuova popolazione residente e che punti ad innalzare la qualità della vita dei suoi cittadini».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Maggio 2007
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