Albergo a Capolago, il dibattito tra i lettori
Il progetto dell'hotel riscuote interessi, ma anche critiche. E la discussione si anima con le lettere a VareseNews
Caro Direttore,
ho l’impressione che molti varesini siano colpiti da una sorta di sindrome da idiosincrasia acuta e cronica verso gli alberghi. E’ questa per fortuna una forma mentis molta rara in un paese che si definisce a vocazione turistica, ma estremamente pericolosa e contagiosa dove si manifesta.
Viaggiando in lungo ed in largo per la provincia si ammirano potenti gru ( non uccelli ) che innalzano verso il cielo milioni di metri cubi di abitazioni – a schiera, a residence, a villaggio, a non si sa che cosa – e ci chiediamo a chi serviranno, chi le acquisterà – visto anche i prezzi non certi popolari di vendita -!
Assistiamo al sorgere come funghi di centri commerciali, centri direzionali, centri polifunzionali, centri discentrici, ebbene contro questo scempio del territorio non si fanno crociate, non si mobilita l’opinione pubblica, non si agitano le varie organizzazioni ambientaliste e protezioniste.
Basta però ventilare l’ipotesi di costruzione di un albergo, per entrare in fibrillazione ed alzare gli scudi contro l’abbattimento dei sacri “carpini” o contro l’estinzione delle fiabesche cicogne!
Ma questa gente lo ha mai visto un albergo? Sa di cosa sta parlando? Ne conosce le dimensioni e la conseguente occupazione del sacro suolo? Comprende i valori occupazionali e di ricaduta economica che genera sul territorio?.
Domande retoriche per gente che non vuole sentire la risposta.
Con stima
Guido Brovelli
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Gentilissimo Direttore,
mi riferisco alla nuova iniziativa della quale si parla in questi giorni.
Io non sono costruttore, non sono un politico, ma un semplice libero cittadino e lavoratore che alla domenica e quando il lavoro lo permette anche al sabato, con la famiglia e i figli, passa ore ed ore sulla pista ciclabile e suoi dintorni.
Se quello descritto nel progetto, punto di ristoro, sottopasso , ed i vari servizi dei quali , gratuitamente possono usufruire i cittadini, perchè dire di no ad un progetto che , soddisferebbe le esigenze di decine di migliaia di persone che come me "cavalcano" la pista ciclabile?
Se poi in accompano, verrà un Hotel, vabbè, uniamo l’utile
(per noi cittadini che avremmo la possibilità di fare pipi’ e di comperare una bottiglia di acqua) al dilettevole (del Gruppo Polita); del resto queste sono le regole del mercato e del lavoro.
I miei figli e la mia famiglia sarebbero sicuramente contenti e come me, penso tante migliaia di altre persone.
Seguirò con attenzione gli sviluppi.
Ringrazio in anticipo se vorrete pubblicare questo mio pensiero.
Andrea M.
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Egregio Direttore,
non entro nel merito se la costruzione dell’albergo a
Capolago sia giusta o sbagliata e se il progetto sia bello
o brutto. Ognuno la pensa a modo proprio e ha i propri
gusti. Quello che mi preme sottolineare è che ho l’impressione che l’evento dei mondiali di ciclismo sia solo una scusa, un comodo appiglio per derogare al Prg e prendere una scorciatoia sui tempi tecnici.
Perchè nemmeno il più ottimista degli ottimisti potrà credere che anche iniziando i lavori domani mattina una
struttura del genere potrà essere pronta e con tutte le autorizzazioni del caso in ordine, prima dell’inizio dei Mondiali.
Cordiali saluti.
Fabio M.
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Gentile redazione
Premetto che non faccio parte né di Legambiente né della Lipu e non sono contro certe manifestazioni sportive, purché gestite in una certa maniera. Non sono assolutamente d’accordo con la costruzione di un tale “macigno” sulle rive del Lago; inoltre così a ridosso dell’Oasi della Lipu, mi sembra alquanto irrispettoso della Natura e dei volontari che si occupano di tale progetto. Ma non ci rendiamo conto che ci sono solo dei grossi controsensi?
Così, la mia bella provincia che non è stata capace fino ad ora di gestire le costruzioni in maniera ordinata ed organizzata, addossando centri commerciali ad aree residenziali, capannoni che confinano con villette a schiera, aree verdi attorniate da fabbriche e centri artigianali, se ne infischia ancora una volta proprio delle aree verdi, in questo caso di quelle attorno al Lago, per un evento che come arriverà se ne andrà . Il tutto per la visibilità? Ma per piacere, siamo seri. È solo business. Perché anziché investire in strutture che non serviranno a nulla, non provvedete a sistemare quelle che già ci sono e che sono ABBASTANZA per ospitare il carrozzone dei Mondiali? Investite in altra maniera le risorse in vista di questi mondiali e frutterà anche per il futuro. Ma vi sembra che il futuro migliori con la costruzione un hotel a Capolago? Piuttosto: se i signori che hanno progettato questo fantomatico albergo hanno così a cuore l’avvenimento e la provincia, che mettessero a disposizione i propri capitali per sistemare le strade, le aree verdi e per rendere il tutto il meno “aggressivo” possibile per l’ambiente e meno “disagevole” per la comunità.
Un piccolissimo esempio: avete pensato alla pulizia dei bordi delle strade provinciali che fanno letteralmente SCHIFO da quanto sono sporche e ricoperte da rifiuti e che saranno percorse dai ciclisti, con massima visibilità alle televisioni nazionali ed internazionali? Non basta una passata col decespugliatore, ma serve anche raccogliere le sozzerie che circondano TUTTE le nostre vie di comunicazione. Se è così importante la visibilità per voi, mi auguro che ben penserete a questo problema. E del dopo Mondiali cosa mi dite? Sono a conoscenza di quel che rimane a bordo strada dopo il passaggio del giro d’Italia. Vi occuperete della sporcizia, così come avete fatto fino ad ora?
C’è ancora tempo per fare le cose per bene, senza buttarsi in nuove costruzioni, inutili. Sistemiamo, rivalutiamo quello che già c’è.
Morena
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Carissimo,
un lettore definisce Capolago una "ridente località lacustre ma ben poco soggetta a piene turistiche". Certo resterà ancora a lungo tale se non la si fornirà di infrastrutture ricettive turistiche adeguate. Il dormiente Lago di Varese ha in tal senso una potenzialità incredibile, basti pensare all’enorme successo ottenuto dalla pista ciclabile. Un ulteriore sviluppo dei servizi turistici non può che essere positivo.
Personalmente nutro grande fiducia nei confronti degli attuali amministratori di Provincia e Comune, credo siano loro i primi a preoccuparsi perché tale opera rispetti l’ambiente, la natura e la bellezza del luogo.
Un ultimo appunto: le inevitabili richieste dei privati per la costruzione di nuovi insediamenti non hanno alcun senso e sono totalmente fuoriluogo. Un conto é investire sulla zona in servizi turistici di cui si sente oggettivamente la necessità, un conto costruire case.
Un caro saluto
Alessandro Folador
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Gentile Redazione,
stavo leggendo l’articolo dell’hotel… sono rimasto a bocca aperta! Come faranno a costruire un opera del genere in un anno? Con tutti i se e tutti i ma che sta creando? Impossibile che in 10 mesi si faccia il tutto, qui gatta ci cova… si inizia costruire l’hotel, i lavori non finiranno in tempo per i mondiali… e l’imprenditore si ritroverà un hotel nuovo di pacca per accogliere i turisti che si riverseranno in provincia dopo i mondiali!… e le cicogne a capolago non ci ritorneranno più!
Saluti.
Davide
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Caro Direttore,
non voglio essere critico a tutti i costi ma credo che sia giunta l’ora di rispondere con fermezza ai soliti “strilloni” che non mancano occasione nel denigrare le solite associazioni ambientaliste come retrograde, qualunquiste, votate all’autolesionismo e sostanzialmente prive di ogni progetto propositivo per il territorio. Di fatto una associazione ambientalista si pone un unico obiettivo: tutelare e preservare nel tempo il territorio e le sue biodiversità. Si riconosce quindi nel territorio il motore trainante di un sistema che dovrebbe essere compatibile con l’ambiente che lo circonda e rispettoso del delicato e fragile equilibrio bio-naturalistico. Territorio che se preservato e valorizzato con “ragione” e “buon senso” è fonte di attrazione turistica e di innalzamento del benessere degli individui che lo abitano.
Nella vicenda della costruzione dell’hotel a Capolago le associazioni Legambiente e Lipu hanno fatto in sostanza il loro lavoro, esprimendo dubbi e perplessità e chiedendo un tavolo di confronto aperto e rispettoso delle direttive statali. Ritengo faccia bene la Lipu a sentirsi relegata a semplice spettatore di una catena decisionale che sembra essersi già chiusa in se stessa, che si permette di fare “ambientalismo da quattro soldi” con un semplice contentino consistente in un osservatorio formato da qualche tavola di legno a scapito di 80.000 metri quadrati di zona agricola. Se non si percepisse il minimo sentore di speculazione edilizia e di minaccia per l’oasi protetta perchè si dovrebbe mettere sul tavolo una simile controposta, in tempi così ristretti?
Trovo quantomeno bizzarro il ricorso al potere decisionale del Commissario Bertolaso quando si poteva benissimo ricorrere alla stesura definitiva del Piano di Governo del Territorio, unico mezzo giuridico preposto a regolamentare la gestione del territorio. Ovviamente il tempo è tiranno e per ora si preferirà modificare l’attuale PRG per favorire la costruzione e successivamente, con molta, moltissima calma, si metterà definitivamente mano al sopracitato Piano sperando che nel frattempo qualche altro filantropo varesino non voglia inondare la provincia di Varese con altro cemento fresco.
Ovviamente tutti ci criticano a noi ambientalisti; noi siamo la zavorra di questa economia che prima si fa bella del territorio e lo usa a modello di immagine e marketing e poi ovviamente non pone la minima resistenza di fronte a progetti edilizi. Permettetemi di dire che di fronte alle nostre proposte di tutela, rispetto e valorizzazione ambientale le amministrazioni sanno solo rispondere con una sola parola: cemento, cemento, cemento. Il peggio è che non si intravedono nè regole certe nella edificazione nè tantomeno un limite alla stessa.
Noi siamo trattati da deficienti caro Direttore, ma forse lo siamo. Solo degli idioti andrebbero a pensare che tale progetto,che necessità il parere addirittura di un commissario straordinario, presentato a tempo di record, che verrà usato solo per i mondiali di cliclismo e poi abbandonato, che farà uso di 900 parcheggi nemmeno fosse il Carrefour di Assago Milanofiori, con 65 camere che, Mondiali a parte, rimaranno per la maggior parte vuote, ebbene, solo degli idioti andrebbero a pensare che ci troviamo di fronte ad una speculazione.
Credo inoltre sia ridicolo continuare a citare parole vuote e prive di senso come PRG, Piani regolatori, Aree protette e quant’altro quando basta una semplice speculazione edilzia per modificare leggi, cambiare confini di oasi protette e trasformare zone agricole cruciali in aree edificabili.
Ritengo che l’unico aspetto positivo in questa faccenda sia il parcheggio. 900 posti auto realizzati con green-block, almeno non avremo la classica colata di asfalto a bordo lago!
Felice Griffi
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Gentile direttore,
apprendo dalle pagine del Suo giornale la notizia della prossima eventuale realizzazione dell’albergo a Capolago e per questo vorrei esprimere la mia opinione.
Premetto, che sono un giovane venticinquenne, tanto appassionato ciclista quanto innamorato della mia provincia.
Sono molto felice che Varese ospiterà i prossimi mondiali sia dal punto di vista di immagine “politica” che “sportiva”.
Purtroppo sono al di fuori dei giochi di potere, ma mi sembra assurdo che un progetto tale venga presentato e messo in discussione così avanti nel tempo.
Dalle notizie che ho appreso, ritengo che sia un idea importante ed interessante, volta a rivalutare ancor più quella zona adiacente al lago dalla quale i cittadini sembrano essere molto attirati; quello che mi colpisce sono i tempi e i modi. Ma come si fa a parlare di un albergo ancora da costruire, adesso? Ma non ci rendiamo conto che è un progetto già partito male, in ritardo, in affanno! Inutile a mio avviso correre ai ripari adesso, che si cerchino altre soluzioni.
Cavalco la polemica domandandomi se abbia senso costruire un albergo da 65 (sessantacinque) stanze a Capolago, ridente realtà lacustre, ma ben poco soggetta a piene turistiche; bene per il parcheggio, bene l’osservatorio naturalistico e ottima l’idea del sottopasso… ma un albergo è necessario? Quella settimana, ammesso che sia pronto, potrà essere pieno, ma per i prossimi 30 anni, chi lo utilizzerà? Gli albergatori varesini sono così oberati di lavoro?
Vorrei sapere se l’investimento verrà sostenuto unicamente dalla società privata in questione o in qualche modo ci sarà una qualche sovvenzione esterna…in questo caso ecco la risposta alla “follia alberghiera”.
Talvolta si dice che “il fine giustifica i mezzi”, ad oggi mi sembra che il “fine” sia poco chiaro, ma i “mezzi” ben pronti! Peccato.
Tommaso Piatti
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Gentile redazione,
sono una giovane abitante di Capolago che giornalmente legge le notizie riportate sul Vostro sito.
Come tutti sanno, è stato deciso di costruire un hotel a Capolago.
Io non sono né favorevole né contro a tale progetto, ma scettica.
In primo luogo vorrei fare una semplice constatazione: la gente di Capolago non conta niente? Perché nessuno è stato interpellato per sapere l’opinione di noi abitanti? Non so se si sarebbe appoggiato il progetto o rifiutato a priori, ma forse è giusto far partecipare anche la popolazione, visto che questo hotel cambierà (in meglio o in peggio) la vita del rione.
Poi mi sorge spontanea un’altra domanda: perché non ci è mai stata data l’autorizzazione per la costruzione di un porticciolo (tra l’altro semplice) mentre un hotel si può costruire senza problemi nonostante la zona sia considerata "zona protezione speciale"?
Io penso che a tutto questo ci sia dietro un business….il porticciolo no, ma l’autogrill e l’hotel si. Come facciamo noi ragazzi a credere nella giustizia se non ci è data neanche in queste piccole cose?
Una giovane abitante di Capolago che cercherà di capirne di più
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Caro direttore,
leggo con una certa preoccupazione le prima avvisaglie di un ostruzionismo pseudoambientalista che pare stia per riversarsi sul grande avvenimento dei mondiali di ciclismo del 2008.
E’ bene, a mio giudizio, fare molta attenzione. Si tratta di un avvenimento che è certamente stato ottenuto attraverso l’impegno di una parte politica, in particolare la Lega lo ha voluto per valorizzare al meglio il territorio, ma è molto importante disinnescare sterili boicottaggi, soprattutto se questi possono dare adito alla speculazione politica. I mondiali non sono le Olimpiadi, bisogna però rendersi conto che si tratta di un avvenimento con una visibilità planetaria, che richiede un’organizzazione e uno sforzo logistico che i nostri territori non hanno mai affrontato prima, in questa epoca.
L’opinione pubblica deve aiutare, con il buon senso, il grande sforzo che gli organizzatori sono chiamati produrre. I mondiali faranno bene a Varese, e quindi tutti dobbiamo remare nella stessa direzione.
Antonio di Biase
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Egregio Direttore
Sono d’accordo con il sig. Gianni: se con la "scusa" dei mondiali di ciclismo 2008 l’albergo verrà costruito allora bisognerà dare la possibilità di costruire una casa anche a chi possiede un terreno in zona, naturalmente sempre nel rispetto dell’ambiente.
A me piacerebbe avere una casetta (di 4/5 stanze, non un condominio!) nel terreno che mio papà possiede alla Schiranna, sia per poter ricevere l’aiuto dei miei genitori adesso sia per poter stare loro vicino quando tra diversi anni ne avranno bisogno ma questo non è possibile perchè i terreni della zona sono ad uso agricolo e la risposta che si riceve in comune è sempre la stessa: non è previsto un cambiamento del piano regolatore. Non per tutti però!
Se l’albergo verrà costruito speriamo di poter avere la possibilità di fare un colloquio e trovare almeno il lavoro a Varese! (ora sono una pendolare su Milano).
Silvia
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Caro Direttore,
leggo il Tuo pezzo sull’Albergo di Capolago e rimango stupefatto. Andiamo per gradi in modo da essere chiaro fino in fondo. In linea di massima come cittadino, non esperto della materia, sono favorevole al fatto che un imprenditore privato investa e rischi del denaro su di una iniziativa che può portare solo del bene alla nostra comunità. Se poi il progetto esecutivo e la conseguente realizzazione saranno gradevoli all’occhio umano, meglio ancora.
Quello che non mi convince è il trucco, o il suo tentativo, di far passare quest’opera funzionale ai mondiali di ciclismo del 2008. Ma perchè? A guardar bene, la risposta la dai già tu Direttore, serve il benestare di Bertolaso per andare in deroga al PRG. Ma allora ci sono cittadini di serie A ai quali è concesso tutto e cittadini di serie B che debbono aspettare anni per poter innalzare una mansarda. Francamente poi, pur non essendo dei tecnici ne tu ne io, è umanamente e materialmente possibile che un’opera di tale dimensione venga progettata esecutivamente, edificata, finita, arredata e pronta per l’uso per i mondiali di ciclismo del 2008?
Ma dai, ma se non ti consegnano neanche una casetta in questo lasso di tempo! Ti faccio una proposta e indirettamente al Gruppo Polita. Se entro il 10 settembre tutto l’iter sarà pronto e i Polita potranno partire con i lavori come previsto, avranno tempo – come si afferma nel tuo pezzo – fino a fine al 31 agosto del 2008 per realizzare l’opera e renderla abitabile. Se lo faranno, io ti metterò a disposizione 1000 Euro che tu destinerai in beneficenza a chi vorrai. Se il Gruppo Polita non finirà il tutto entro il 31 agosto 2008, metterà a Tua disposizione 1000 Euro per ogni giorno di ritardo nella conclusione definitiva dell’opera. A Te l’onere di accettare la funzione di arbitro.
Enzo Giampaolo Zuin
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Egregio direttore,
è quasi un anno che ho consegnato al comune di Varese la domanda per far sì che un terreno agricolo potesse diventare edificabile molto vicino al punto in cui si vuole effettuare questo grande progetto. Fino ad ora ho ricevuto solo una lettera nella quale si dice che a causa dei Mondiali di Ciclismo 2008 i tempi del piano regolatore saranno piu lunghi del solito.
Sono convinto, e le farò sapere, che riuscirò a vedere grandi progetti portati a termine per far sì che una settimana di mondiali si svolga perfettamente, ma che un cittadino semplice come me e la mia famiglia per il novembre 2008 non sarà cambiato nulla. Saremo sempre in una casa piccola e senza la stanza per la propia bimba, perché? PER UNA SETTIMANA DI SPORT.
Gianni
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