Al divorzio in calzoni corti. Il giudice lo rispedisce a casa

Udienza rinviata in tribunale: un esercente che stava facendo delle consegne si è presentato in abiti da lavoro di fronte alla ex moglie

C’è chi la prende molto male, c’è invece chi considera il divorzio una tappa della vita, magari da incastonare tra una consegna e l’altra. E’ quello che deve aver pensato un negoziante varesino che ieri mattina si è presentato in tribunale, in calzoncini corti, all’udienza di divorzio davanti al giudice di Varese Carmelo Leotta. L’esercente aveva infatti una mattinata pesante, cominciata con i clienti del negozio –  una nota bottega varesina – e proseguita con una serie di consegne che, con il caldo estivo, è sempre meglio affrontare con un abbigliamento leggero. A metà mattina doveva presenziare all’udienza per l’ufficializzazione del divorzio, ma non ha avuto il tempo di tornare a casa; ha pensato allora di indossare una dignitosa felpa e di lasciarsi i calzoni corti, confidando nel fatto che in una città operosa come Varese il giudice avrebbe compreso che di fronte al lavoro duro di un varesino doc, l’etichetta non conta.
Una volta giunto il suo turno, il 38enne negoziante ha però visto la faccia del giudice diventare improvvisamente severa: «Non ci si presenta davanti a un tribunale della repubblica in calzoncini corti» ha esclamato il giudice Leotta di fronte ai presenti: «Vada a casa a  cambiarsi, noi l’aspettiamo qua». Costernazione del negoziante, dell’aspirante ex moglie, e dell’avvocato, una nota penalista varesina, che assiste entrambi i coniugi in una causa che fino a quel momento era filata via liscia come l’olio.
Com’è, come non è… il negoziante ha preso armi e bagagli ed è andato cambiarsi, ma la fretta era tanta e invece di andare a casa, si è recato, a pochi passi dal tribunale, nella cooperativa sociale dove lavora l’aspirante ex moglie. Gli operatori sociali gli hanno fornito abiti destinati agli indigenti, cercando con cura i più dignitosi per non urtare la suscettibilità del tribunale e dopo pochi minuti, grazie alla task force della cooperativa sociale, l’esercente, che nel frattempo sbuffava per il ritardo nelle consegne, è potuto ritornare davanti al giudice, che ha finalmente acconsentito all’udienza di divorzio.  «Ma insomma – ha protestato il negoziante –  ieri mattina c’era il mago Absea, nell’aula di fronte, vestito da sposa e con il tanga… e a me fanno problemi per i calzoncini corti….la legge deve essere uguale per tutti!».

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Pubblicato il 13 Luglio 2007
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