In Turchia vince, con moderazione, Erdogan
Il leader del partito islamico riconferma il suo ruolo, con una grande apertura ai laici. Ecco i dettagli di un'elezione, raccontata anche dai blogger
Un vero e proprio plebiscito per Tayyip Erdogan, premier turco che ha visto la netta riconferma al governo del suo ruolo a capo del Governo. La popolazione turca ha dato ad Erdogan il 46,5% delle preferenze, cosa che assegnerà al leader 342 deputati su 550.
Il leader turco rappresenta il partita islamico Akp (Partito per la giustizia e lo sviluppo), in una corrente moderata. Proprio per confermaere il suo ruolo in queste elezioni Erdogan ha dovuto eliminare dalle sue fila candidati eccessivamente legati ai circoli ed alle confraternite islamiche, inserendo capolista espressamente laici, alcuni provenienti dal partito avversario di sinistra Chp. Quest’anno però, a indebolire parzialmente il ruolo di Erdogan, sarà la presenza di un terzo partito, il nazionalista Mhp con un 15% delle preferenze. L’Mhp definisce la politica del partito al governo eccessivamente filoeuropea.
Proprio questo partito è stato in grado di non far raggiungere al premier la quota necessaria ad acquisiri i due terzi dei seggi, fondamentale per eleggere autonomamente il capo di Stato.
In ogni caso la gestione morbida del potere di Erdogan ha rassicurato anche le altre forze del governo, compresa la forza militare che invece, il 27 aprile scorso, decise di pubblicare un comunicato sul web, nel quale si chiedeva che il capo dello stato in Turchia fosse un laico nei fatti, e non solo a parole.
Al momento questa vittoria sembra rassicurare gli animi politici ed economici europei. Il presidente della Commissione Europea, Jose’ Manuel Durao Barroso, e’ stato tra i primi a complimentarsi con il primo ministro turco Erdogan: "Questa vittoria cade in un momento importante per il popolo turco mentre il suo Paese procede con le riforme politiche ed economiche. Il primo ministro Erdogan ha profuso il proprio personale impegno nel prolungato avanzamento in direzione dell’Unione Europea".
Una piccola curiosità: molti navigatori italiani hanno seguito queste elezioni turche non solo sulle pagine dei giornali, ma anche attraverso il blog di Michele, un italiano che vive in Turchia per lavoro e amore e da diversi mesi registra una trasmissione audio, Bosforocast, nella quale racconta con colore la sua vita di emigrato. "In questi giorni gli animi sono più accesi e ci sono bandierine dappertutto", racconta il blogger nel 22esimo episodio della sua trasmissione, "Gli ultranazionalisti hanno affittato una stanza proprio nel mio quartierino (…) in ogni caso mi dicono che queste elezioni sono piuttosto tranquille, non come negli anni ’70 e ’80, anche se consigliano di non frequentare luoghi troppo affollati nella settimana delle elezioni. In ogni caso la campagna elettorale mi sembra particolarmente pacifica".
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