Troviamo Charly!

Dopo la notizia del rapimento e dell'abbandono del cagnolino diversi lettori ci hanno scritto esprimendo il loro sdegno e c'è chi propone una ricerca per le strade del Saronnese per ritrovarlo

Dopo la notizia del rapimento e dell’abbandono del cagnolino Charly diversi lettori ci hanno scritto esprimendo il loro sdegno e c’è chi propone una ricerca per le strade del Saronnese per ritrovarlo.

L’Enpa chiede a tutti i cittadini sensibili di collaborare nelle ricerche e di segnalare la presenza di Charly o l’eventuale rinvenimento alla segreteria telefonica 02 9621309 oppure telefonando ai cellulari 3389503845 (Simona), 349 2651280 (Alice). Chi volesse può scaricare il volantino per la ricerca di Charly dal sito dell’Enpa di Saronno: www.enpasaronno.it

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Egr. Direttore,

con vero sconcerto ho letto il rapimento del cagnolino Charly da parte di una vicina di casa. Mi chiedo: ma perchè nessuna Autorità interviene se c’è una testimone che ha visto e raccontato tutto?
Lancio un appello: organizziamo una ricerca per le strade del Saronnese per ritrovare il piccolo Charly?

Carlo Fassuni – Legnano

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Caro direttore,
sarà perchè Attila mi ha lasciata da due settimane e non c’è momento della giornata in cui il pensiero non
ricorra a lui, alla gioia che mi ha regalato e alla sofferenza per la sua perdita, ma quando leggo fatti come quello accaduto a Saronno che vedono vittima un cane c’è un solo pensiero che mi conforta. Che esiste si il paradiso, ma solo per gli animali, gli umani non sono ammessi.

R.L.
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Caro direttore,

Scrivo in merito all’articolo del povero Charly.
Non è possibile che una donna sia riuscita a fare una cosa del genere… rapire e abbandonare un cane… che
senza ribellarsi, anzi magari scodinzolando, perchè la conosceva (essendo una vicina di casa)… non è una cosa possibile… è pazzesco…

Spero vivamente che venga ritrovato il povero Charly e che possa tornare nella sua famiglia, spero, inoltre che venga punita la simpatica signora che ha fatto la cafonata… ma non punita con una piccola multa o con una misera denuncia… ma  punita pesantemente.. Sono troppe le ingiustizie sugli animali, sui cani, su queste creature cosi dolci, sempre pronte ad amarci a consolarci e renderci felici… e questo è il mondo in cui viviamo?? NON CI SONO PAROLE!!

Elisa Abbascià

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Non ci sono parole per quello che ha fatto la signora di Saronno al cane della vicina di casa….spero che lei stessa si renda conto della gravità di quello che ha fatto, dei pericoli che sta vivendo il povero Charly e che potenzialmente potrebbe causare ad altri, come ad esempio incidenti stradali.
L’abbandono è un trauma che un cane non supera MAI nella sua vita e nessun risarcimento che la signora
darà alla vicina potrà cambiare questo.
Spero vivamente che verrà applicato il codice penale, così che la signorà ripenserà dietro le sbarre di una
cella a quel che ha fatto
Ciò che non mi spiego, è come sia possibile che la signora non sia in grado di fornire indicazioni sul luogo
dove è stato abbandonato il cane….oltre che di sequestro ed abbandono vuole essere accusata anche di ostacolo alle indagini? forse non vuole che venga ritrovato? oppure la verità è peggiore di quanto pensiamo?!?

L.B.
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Buongiorno.
Ho letto sul vostro sito l’incredibile storia del cagnolino Charlie rapito da una vicina.
La storia mi ha molto colpito (la sensazione è stata quella di un pugno allo stomaco) perchè ho anch’io un
cagnolino e sono un’animalista.
MI auguro con tutto il cuore che il cagnolino possa essere ritrovato.
Vi chiedo cortesemente di informarmi sull’evoluzione della storia e se pubblicherete il seguito.

Nadia Valentini

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Egregio Direttore, Le scrivo in relazione all’articolo sul cagnolino Charlie che abbaia troppo forte.
Alcune premesse: amo i cani, ne ho avuti in casa e in giardino fin dal mio primo giorno di questa vita e attualmente ne ho due.
Ho lo stesso problema sollevato nell’articolo, con i miei vicini, anch’essi proprietari di cani ma con comportamenti da cane piuttosto che da gente civile.
Non intendo assolutamente giustificare il comportamento della Signora che ha rapito il cane.
Ma, leggendo l’articolo, mi vengono in mente molte domande che so rimarranno senza risposta a causa del comportamento ormai d’uso comune, che permette a chiunque di fare come vuole, tanto nessuno gli dirà mai nulla.
Mi domando, ma i proprietari di Charlie, sono sordi? Non lo sentono quando abbaia di giorno e di notte? I figli che aprono il cancello sanno di avere un cane? E quando il cane esce non si preoccupano che possa fimire sotto una macchina o, peggio, sotto una moto? Certo che no, tanto è un cane, cosa vuole che faccia? Poi è così piccolo…. Io li capisco benissimo perchè vedo il comportamento dei miei vicini, il loro cane abbaia, inutilmente, per ore, per giorni, fuori e dentro casa e nessuno, dico nessuno, si degna di richiamarlo. Anche i miei abbaiano, è il destino di tutti i cani, prima o poi abbaieranno, ma basta un fischio, una parola e la finiscono. Questo povero Charlie è talmente importante per questa famiglia…….che non sanno nemmeno se era dentro o fuori dal cancello, nessuno di loro si è preoccupato di dove passasse la notte. Povero Charlie, forse abbaiava per allontanare delle minacce, o forse piangeva affinchè qualcuno gli aprisse. E stendiamo un velo pietoso sui testimoni, anche se secondo me sarebbero da considerare complici, ma come, vedono la Signora O.V. che si porta via Charlie e non fanno niente? Non la fermano? Non chiamano subito i proprietari per avvisarli? Ma in che mondo viviamo? Che persone ci circondano? Che tristezza, povero Charlie.

Lettera firmata

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Gentile direttore,
 
sfrutto le considerazioni date in risposta all’episodio del ‘rapimento’ di Charlie per sottolineare anche io i comportamenti di disturbo di molti cani, in affidamento a padroni sconsiderati! Il mio vicino, che si spaccia un ‘amante degli animali’, possiede un cane di piccola taglia. Questo cane viene lasciato solo ogni giorno, rinchiuso in casa e probabilmente in una stanza, in seguito alla partenza dei padroni per andare a lavorare alle 6.30 del mattino. Puntualmente, dal primo minuto in cui rimane solo fino al rientro dei padroni, il cagnetto inizia a piagnucolare ininterrottamente, perchè si sentirà molto probabilmente abbandonato. Tale pratica va ormai avanti da un paio d’anni e gli evidenti disturbi arrecati ai vicini dai suoi continui ululati non vengono minimamente presi in considerazione, nonostante le ripetute lamentele. Con questo non voglio assolutamente esprimere approvazione nei confronti di gesti estremi e illegali come il rapimento del cane ma mi piacerebbe che allo stesso modo, associazioni quali Enpa o similari, per non parlare della legge, si potessero schierare anche contro tutti quei comportamenti che arrecano disturbo al vicinato. Troppo spesso in nome dell’amore per gli animali o del fatto che ognuno a casa propria ‘può’ fare quello che vuole, si concretizzano reali situazioni di disturbo della quiete altrui che poi si tramutano in ‘rapimenti’ esasperati per conquistarsi la tranquillità domestica.
 
Buona continuazione
 
Betti Vittorio, Castronno
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Caro direttore,
vorrei spendere due parole circa la lettera del signor Betti.
Ha ragione due volte, perchè proprio nel nome dell’amore per gli animali bisogna evitare di farli vivere in condizioni disagevoli che recano danno prima ancora al cane che agli altri.
Non si lascia un cane tutto il giorno a piangere; dov’è l’amore e il rispetto per un animale che non può essere abbandonato a se stesso in una stanza per tutto il giorno?
I cani sono le prime vittime di padroni menefreghisti e irresponsabili e sarebbe giusto che chiunque venga a conoscenza di fatti che vedono coinvolti animali tenuti in condizioni non idonee possa segnalarlo all’E.N.P.A. e l’ associazione possa intervenire davvero per proteggere questi animali.
L’amore per gli animali deve andare al passo con il rispetto delle persone altrimenti succederanno sempre episodi spiacevoli come quello di Saronno e a pagare sono sempre i più deboli.

Roberta Lattuada

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Pubblicato il 01 Agosto 2007
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