“Neonazismo, solo adesso se ne parla”
Duro intervento del Gruppo Spontaneo Antifascista sull'indagine che ha preso di mira un gruppo neonazista in provincia, coinvolgendo anche un consigliere comunale di An
Riceviamo e pubblichiamo
In questi ultimi giorni filtrano da giornali, telegiornali e siti Internet, spiragli di luce a illuminare un intero mondo che, a Busto Arsizio come altrove, da anni viene ignorato o si fa finta di ignorare.
E’ il mondo dell’estrema destra nazi-fascista, il mondo di gruppi riconosciuti ed istituzionalizzati che inneggiano senza mezzi termini al partito fascista e a quello nazista, un mondo che si mescola spesso e volentieri a gruppi violenti che infestano strade, discoteche, stadi, nella nostra città e sul nostro territorio. Un mondo all’apparenza pulito, fatto di un anticonformismo di facciata che lotta, ad esempio, contro la terza pista di Malpensa e poi firma il gesto con un bel saluto romano (alleghiamo il documento fotografico che ritrae proprio il capogruppo di AN Checco Lattuada). Un humus culturale fatto di consiglieri comunali che si dichiarano "antisistema" perché hanno in casa un po’ di tutto, ma che poi partecipano (organizzano?) a feste in onore di Adolf Hitler (sempre Lattuada). Realtà, come Comunità Giovanile, che si dichiarano politicamente indipendenti per poi ospitare conferenze con illustri ospiti come Gabriele Adinolfi, fondatore di movimenti eversivi e violenti di estrema destra negli anni ’70. Circoli fascisti che tentano di nascere, come "Cuore Nero", a Milano.
Ugualmente sconcertante e vergognoso è il contesto cittadino in cui ogni giorno si vive questa situazione. A Busto Arsizio pochi si scandalizzano per una fondazione giovanile intitolata a un ex esponente dell’associazione "Fare Fronte", politicamente vicina a quelle che oggi sono sotto accusa. Fondazione che, guarda caso, proprio nel suo CDA annovera Lattuada e il presidente di Comunità Giovanile. I partiti di maggioranza minimizzano enormemente la condotta di certi loro esponenti senza mai prenderne chiaramente le distanze (come la Lega Nord) e, alla fine di una conferenza stampa, un noto e storico consigliere comunale (Ninetto Pellegatta, tempo fa auto-dichiaratosi "fascista" in Consiglio Comunale) si permette addirittura di concludere con il motto fascista "Boia chi molla!". Aggressioni di vere e proprie squadracce di fascisti si susseguono indisturbate per le nostre strade, nei bar, dappertutto (l’ultima qualche giorno fa a Saronno, poche settimane prima a Gallarate): nel silenzio della gente, delle forze dell’ordine, dei media e delle vittime spaventate. Altro che i timori espressi da Lattuada stesso di eventuali ritorsioni da parte di facinorosi di sinistra, peraltro totalmente assenti nel nostro territorio, come espresso dai media stessi.
Il Gruppo Spontaneo Antifascista di Busto ormai da anni denuncia questa situazione (l’ultima volta proprio in occasione dell’intitolazione della fondazione giovanile a Giovanni Blini), ma solo in casi come questo, di grande rilevanza mediatica, viene fatta informazione. Sui reiterati fatti di violenza fascista nel nostro territorio è sempre stato calato un silenzio mediatico e istituzionale sconcertante.
Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso in fretta e che tutte le forze politiche e le istituzioni si impegnino a far rispettare la legalità repubblicana in ogni suo aspetto. Non vorremmo che ora come in passato si invochi la libertà di opinione per assolvere coloro che operano al fine di distruggere le regole democratiche della nostra società e del vivere civile.
Che ci sia il coraggio da parte di tutti di pronunciare parole chiare contro il fascismo e tutte le sue sottoforme che fino ad ora hanno proliferato senza ostacoli.
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