2007 anno da record per i Private equity

Lo segnalano i primi dati trimestrali dell’Osservatorio Private Equity Monitor dell’Università Carlo Cattaneo

Nonostante la crisi del debito il mercato italiano del private equity continua a crescere, ipotecando, per la fine dell’anno, il raggiungimento di un nuovo record.

Nel terzo trimestre 2007 sono state infatti chiuse 28 nuove operazioni (esclusi gli start up e i rifinanziamenti di imprese già in portafoglio), contro le 26 del periodo immediatamente precedente e le 25 dei primi tre mesi dell’anno. A questo punto, il numero complessivo di deal realizzati fino al 31 settembre risulta pari a 79, valore record nel nostro Paese se riferito ai soli primi nove mesi e superiore del 7% rispetto a quanto registrato nel 2006, anno a cui è finora attribuibile il più alto numero di investimenti di private equity realizzati in Italia.

Grazie a questi numeri, il Private Equity Monitor Index – PEM®-I, l’indice trimestrale che misura il livello di attività d’investimento in capitale di rischio in Italia, elaborato dall’Osservatorio Private Equity Monitor – PEM® dell’Università Carlo Cattaneo, si attesta a quota 233, eguagliando quanto registrato nell’analogo periodo dell’anno scorso.

“Questi dati – ha commentato Roberto Del Giudice, responsabile del Private Equity Monitor –, se confermati anche per il quarto trimestre, potrebbero fare del 2007 il nuovo anno record per il private equity italiano, confermando come il radicamento verso la piccola e media impresa rappresenti il vero fattore strategico di successo dei nostri operatori, in grado di tenerci, almeno parzialmente, al riparo dalle tempeste dei mercati finanziari internazionali”. “Certo – ha continuato Del Giudice – le mutate condizioni del mercato del credito sopraggiunte successivamente agli avvenimenti dello scorso mese di agosto, non possono non influire su alcune caratteristiche operative dei fondi, per lo più in termini di ridimensionamento dei valori delle transazioni e di utilizzo della leva finanziaria. Ma il mercato sta comunque presentando un livello di salute più che eccellente”.

Analizzando più nel dettaglio l’attività posta in essere negli ultimi tre mesi, si confermano, con riferimento alla tipologia di investimento, i trend in atto nei periodi precedenti, con le operazioni di buy out che mantengono la leadership assoluta (75% del totale), gli expansion che si attestano intorno al 20% ed una ormai stabile presenza, seppur ridotta, di operazioni di turnaround (4%). Considerando l’insieme dell’attività posta in essere nei primi nove mesi dell’anno, la quota di mercato dei buy out si riduce al 65%, a fronte di un 23% di operazioni di capitale per lo sviluppo, di un 8% di replacement e un 5% di investimenti dedicati al risanamento di imprese in crisi.

Con specifico riferimento a quest’ultimo segmento, 4 risultano essere le operazioni effettuate nel corso del 2007: la Bruno Magli realizzata da Fortelus Capital, la Sutor Mantellassi posta in essere dal fondo Camelot, la Conbipel ad opera di Oaktree Capital e l’acquisto della Wings da parte di Atlantis Special Situation.

Sotto il profilo settoriale, le aziende operanti nel comparto dei beni di consumo sono state ancora una volta quelle in grado di attirare maggiormente le attenzioni degli investitori (7 deal su 28, pari al 25%), seguite a ruota da quelle attive nei prodotti per l’industria (6 su 28, pari al 21%). Contemporaneamente, è proseguita l’attività di aggregazione (cluster) di imprese minori attive in settori quali quello alimentare o quello del turismo, in cui gli operatori italiani avevano realizzato investimenti nei periodi precedenti.

Infine, interessate notare una concentrazione di operazioni conclusesi negli ultimi tre mesi su aziende con fatturato superiore ai 150 milioni di Euro, ferma restando una preferenza degli investitori verso le imprese di medie dimensioni (il fatturato medio delle aziende oggetto di investimento nei primi nove mesi si attesta a circa 64 milioni di Euro).

A cavallo del periodo estivo si sono, infatti, concentrate numerose operazioni in grandi società, tra le quali l’acquisizione della Rhiag da parte di Alpha Private Equity (430 milioni di Euro il fatturato nel 2006), il secondary buy out di Sirti (723 milioni di Euro) realizzato da un pool di investitori guidati da Euraleo che, singolarmente, nel mese di Agosto ha acquisito anche il 40% di Intercos Group (oltre 200 milioni i ricavi nel corso del 2006) e, infine, l’operazione di buy out realizzata da Jh Partners sul gruppo La Perla (180 milioni di Euro il fatturato 2006).

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Pubblicato il 06 Novembre 2007
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