Altromercato, la presidente del CDA è una varesina
Chiara Bonati, ora a Bologna ma nata a Cittiglio, è stata eletta nell'assemblea di Assisi. Che è stata all'insegna del rinnovamento
Domenica mattina ad Assisi è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione del consorzio Altromercato: espressione di un reale ricambio che è sinonimo di un’azienda sana e capace di ripensarsi. Presidente è stata nominata una varesina di origine, Chiara Bonati della cooperativa Pacha Mama di Rimini. Gli altri consiglieri: vicepresidente Guido Leoni dalla cooperativa MondoAlegre di Gorgonzola, Alberto Anfossida Mondo Nuovo Torino, Filiberto Boffi di Chico Mendes di Milano, Andrea Dal Pra della coop Mandacarù di Bergamo, Alessandro Galardi di Pace e sviluppo di Treviso, Vittorio Leproux di Pangea di Roma, Enrico Reggio dalla Bottega solidale di Genova e Vittorio Rinaldi della coop. Amandola di Bergamo. Un Cda scelto dalle botteghe del mondo italiane, che si sono confontate nelal mattina di domenica, e alternando accenti di ogni regione, compresa la Sardegna, esprimono pareri e opinioni. In alcuni momenti si è acceso un serrato dibattito tra tante realtà diverse ma tutte unite da un obiettivo comune: rendere sostenibile un’economia diversa.
In generale sono stati due giorni impegnativi e importanti per il consiglio di amministrazione uscente del consorzio Altromercato e per il variegato mondo delle botteghe del commercio equo e solidale in Italia. Più di 80 soci hanno partecipato all’assemblea generale del consorzio, elemento molto importante considerato che esiste un sistema di aumento di percentuale di sconto a quelle botteghe che partecipano attivamente alla vita sociale del consorzio stesso.
La mattina del 17 è iniziata con la presentazione del nuovo Direttore Generale: l’unico di tutta la sala in giacca e cravatta condivide e apprezza l’informalità di questa azienda ma non riesce ad “abbandonare la divisa di molti anni” e si dice entusiasta del compito che gli è stato assegnato. Lavora da giugno in Altromercato, che definisce un’azienda con molte individualità e intelligenze: "ciò che è necessario fare è dare un coordinamento più strutturato e elaborare procedure per un attento sistema di controllo della gestione così da non disperdere le competenze veramente forti che ha trovato nell’organico".
La sua è una storia professionale importante nel profit, e una storia personale da sempre legata ad esperienze di volontariato: “considero questo compito un’importante sfida, dare quello che so a una causa che ogni giorno diventa sempre più esperienza consapevole e concreta del legame tra il nord e il sud del mondo. Far funzionare il conto economico della nostra azienda, significa consolidare il sostenimento dei paesi produttori del sud del mondo”.
L’assemblea procede con la presentazione del bilancio, l’esercizio economico per la prima volta chiude in perdita. Un anno difficile per gli amministratori del consorzio: sei mesi di assenza di un Direttore Generale, problemi con il miele cileno ritirato dal mercato, acquisti sbagliati. Le vendite non sono in calo anzi è un periodo favorevole per il commercio equo, le difficoltà sono dovute a dinamiche interne aggravate da una mancanza per mesi di un attento controllo di gestione. L’azienda è comunque solida e la perdita di Altromercato non ha alcuna incidenza sui produttori che vengono pagati in anticipo, né sui soci, delle cui difficoltà il consorzio si fa carico.
In attivo è invece la CTM Agrofair Italia srl, il cui presidente Heinrich Grandi è uno dei fondatori storici del consorzio. Agrofair Italia si occupa della distribuzione di frutta fresca: il prodotto più importante rimangono le banane, il cliente Esselunga, che incidono sul bilancio per il 58%.
Inizia dunque un importante lavoro per il nuovo Cda la cui politica mira a dare solidità e forza economica all’azienda, aprendosi a nuove relazioni commerciali e non senza perdere di vista l’idealità alla base del commercio equo; promette quindi ai soci una attenta scelta degli interlocutori senza dimenticare la realtà e il mondo economico in cui viviamo e di cui dobbiamo accettarne le dinamiche per poterle cambiare.
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