Caserma Garibaldi, troppa fretta

Secondo Nicoletti di Movimento Libero la giunta ha prodotto una delibera che non dà nessuna certezza sulla realizzazione del teatro

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Alessio
Nicoletti, leader di Movimento Libero, sull’acquisizione della
Caserma Garibaldi.

Acquisire
la Caserma Garibaldi
e realizzare il nuovo teatro stabile di Varese? Se ci fosse stato proposto
questo, ieri sera, in commissione avremmo votato a favore, purtroppo le cose
non stanno proprio così. Nella delibera predisposta dalla Giunta la parola
teatro non compare, ma non è l’unica cosa, che ci ha lasciato a bocca aperta
nel leggere il documento, che giovedì prossimo sarà al vaglio del Consiglio
Comunale. Si chiede ai Consiglieri di acquisire un immobile fatiscente, la
caserma Garibaldi, senza aver alcuna
garanzia sulle reali possibilità di intervento. Una acquisizione a scatola
chiusa. Chi acquisterebbe un immobile senza sapere che cosa ci si puo’ fare?
Credo nessuno sulla faccia della terra. Solo questa Giunta puo’ pensare a
queste operazioni, che ancora una volta dimostrano l’estrema superficialità di
chi ci amministra, ma che, soprattutto, potrebbero rivelarsi fallimentari nel
lungo periodo. Giusto per essere molto chiari, tutta la questione sembrerebbe
derivare dalla necessità di spendere l’extragettito derivante dagli alberghi
mondiali prima della fine dell’anno. Il rischio è che quei fondi entrino nella
morsa del patto di stabilità. Ma come si fa a ragionare così? I soldi pubblici
sono soldi pubblici, di tutti i cittadini e le spese devono essere oculate e
ponderate. Sempre! Inoltre, l’agenzia del Demanio richiedeva già nell’aprile
del 2006 tre cose fondamentali, a cui questa Giunta, in carica dal Giugno dello
stesso anno, non ha dato mai corso, dando prova di una scarsa capacità
amministrativa: 1)Una nuova delibera di Consiglio Comunale da cui risulti l’interesse
all’acquisto del bene; 2)la futura destinazione dell’immobile; 3)Il certificato
di destinazione urbanistica da cui risulti la compatibilità con la futura
destinazione del bene nonché l’esistenza di ogni eventuale vincolo gravante
sullo stesso. Punti ribaditi dal Demanio il 25 Ottobre del 2007 e che ad oggi
non sono stati minimamente evasi. Punti che sono anche a tutela dell’
acquirente, che aveva e ha tutto l’interesse ha identificare la futura
destinazione e soprattutto la sua compatibilità urbanistica.  Il rischio, molto probabile a questo punto, è
quello di comprare un immobile per poi non poterci fare nulla, altro che
teatro! Non bastasse, sui vincoli gravanti sull’immobile si deve far
riferimento alla comunicazione della Soprintendenza del 2003 e successivamente
confermata, dove si precisa che sono possibili parziali demolizioni in presenza
di un progetto che miri al recupero d’uso del bene ma che queste sono
ammissibili “qualora fosse assicurata la conservazione della parte maggiore e
più significativa del complesso…” In ultimo, visto che tutto nascerebbe da una
questione finanziaria , niente di scritto, nessuna garanzia,  che “l’affare” si concluda entro il 31
dicembre 2007, che aggiungerebbe al danno, la beffa. Infatti, l’Amministrazione
Comunale di Varese si dice certa della massima collaborazione degli uffici del
Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza aver in mano neanche un pezzo di
carta. Evidentemente hanno una fiducia illimitata dei Palazzi romani, noi no!

Una
delibera superficiale, approssimativa e che se non muterà non potrà avere il
nostro assenso. Cercheremo di proporre delle modifiche sostanziali, anche se
alla luce di quanto è emerso sarà difficile correggere la rotta, ma ci
proveremo. Bisogna partire dalle richieste del Demanio fatte nel 2006 se si
vuole produrre un atto serio a favore della Città.”

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Novembre 2007
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